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Golf
PILLOLE DI GOLF/334: AL GOLF CLUB LIGNANO IL CAMPIONATO AIGG

L'appuntamento clou della stagione dei giornalisti golfisti


LIGNANO - Il Campionato individuale è notoriamente l’appuntamento più importante della stagione per i membri dell’Associazione Italiana Giornalisti Golfisti (AIGG). Nel 2020, condizionato dal Covid 19, sono saltati molti incontri, rivestiva quindi particolare spessore...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/333: CON UN ULTIMO GIRO MONSTRE, JOHN CATLIN CONQUISTA L'IRISH OPEN

Out al taglio l'eroe di casa Harrington e gli italiani


IRLANDA DEL NORD - Dopo le tappe di Spagna, l’European Tour torna a nord, per la disputa del “Irish Open”, sponsorizzato da Dubai Duty Free. Si gioca nell’Irlanda del Nord, sul tracciato del Galgorm Castle Golf Club, a Ballymena. Sono tanti i professionisti di spessore, tra...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/332: MATTEO MANASSERO TORNA ALLA VITTORIA DOPO SETTE ANNI

Il veronese si impone al Toscana Alps Open


GAVORRANO (GR) - Centoventisei concorrenti, di cui 51 italiani, erano questa settimana al Pelagone di Gavorrano (Grosseto), a disputare la 14ª edizione del Toscana Alps Open, la terza tappa stagionale dell’Italian Pro Tour. A rendere spettacolari le diciotto buche par 71 del percorso di...continua

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Maxi operazione della GDF di Vicenza, denunciate 53 persone

FALSE FATTURE PER SPONSOR NEL CICLISMO, NEI GUAI ANCHE UN FINANZIERE TREVIGIANO

Sequestrati beni per 100 mila euro


TREVISO - I Finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Vicenza hanno concluso, nei giorni scorsi, l’operazione di polizia economico-finanziaria denominata ”Ritorno in bici”, eseguendo un sequestro preventivo per l’importo di oltre 100.000 euro e denunciando complessivamente 53 persone. Dei 53 denunciati, 5 sono responsabili, a diverso titolo, di due associazioni sportive dilettantistiche di Breganze: Giuseppe Parolisi, 38enne, finanziere casertano, residente a Vedelago, il quale è responsabile a vario titolo, insieme ad altre quattro persone (Nivo Azzolin, 70enne di Breganze; Giancarlo Albanese, 78enne di San Martino di Lupari; Carlo Finco, 52enne di Curtarolo; Roberto Rossi, 46enne di Colceresa), delle squadre ciclistiche, VC Breganze e Cyberteam Breganze. Gli altri 48 sono titolari di aziende che hanno ricevuto dalle associazioni e contabilizzato in dichiarazione fatture per operazioni parzialmente inesistenti, in quanto riportanti importi superiori a quelli effettivi. L’attività investigativa ha tratto origine da una denuncia nella quale un cittadino, ciclista associato ad una società sportiva dilettantistica, ha evidenziato dubbi in ordine a presunti redditi conseguiti dalla stessa associazione, che pregiudicavano la sua corretta posizione fiscale. Gli approfondimenti dei Finanzieri del Gruppo di Bassano del Grappa, partendo da tale segnalazione, hanno consentito di disvelare un articolato meccanismo di evasione fiscale, perpetrato mediante l’emissione e l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti e l’indebito utilizzo di carte di credito. In particolare, l’associazione della quale il ciclista faceva parte emetteva sistematicamente fatture per operazioni parzialmente inesistenti, aumentandone l’importo, in relazione a prestazioni di sponsorizzazione rese in favore di diverse imprese venete. Le fatture ”gonfiate” permettevano agli sponsor, utilizzatori delle stesse, di dedurre un maggiore imponibile di quello effettivamente pagato e di detrarre maggiore Iva. L’associazione, potendo vantare su un regime fiscale agevolato che permette il pagamento delle imposte sulla base di una percentuale dei ricavi, una volta incassate le somme, restituiva parte delle stesse alle aziende sponsorizzatrici. Per ricavare il contante da retrocedere ed evitare prelevamenti bancari diretti – circostanza suscettibile di potenziali segnalazioni – i gestori delle associazioni avevano ingegnato un metodo sofisticato: simulando la corresponsione di somme per prestazioni sportive a decine di associati, effettuavano versamenti su Iban riferibili a carte prepagate intestate agli atleti, carte che di fatto erano nella disponibilità dei responsabili delle associazioni stesse. Versate le somme, si premuravano di ritirarle con un semplicissimo prelevamento agli sportelli automatici, in modo frazionato e, apparentemente, senza ingenerare alcun sospetto, se non quello sorto agli investigatori nella fase delle indagini, allorquando, esaminando i dati dei prelevamenti e delle celle telefoniche dei cellulari degli indagati, sono emersi anomali prelevamenti eseguiti, nel giro di pochissimi minuti, da decine di atleti allo stesso sportello automatico, proprio in coincidenza con la presenza di qualche indagato in quella precisa posizione. "Fatture false per sponsorizzazioni nel ciclismo, maxi-indagine della GdF: 53 indagati
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Il mio assistito potrà spiegare tutto, non ci sono reati in quello che ha fatto, siamo fiduciosi di poter dimostrare, nel corso del procedimento, la totale estraneità ai fatti", ha spiegato l'avvocato Fabio Pavone, legale del finanziere Parolisi, in servizio presso  presso la Compagnia di Castelfranco Veneto.