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Golf
PILLOLE DI GOLF/345 - CAMPI/29: IL GOLF CLUB PARADISO DEL GARDA

Un percorso tra il lago e il monte Baldo, per giocare nell'"empireo"


PESCHIERA - Progettato dal noto architetto americano Jim Fazio, questo prestigioso circuito golfistico è inserito sull’entroterra gardesano, comodamente adagiato sull’anfiteatro morenico del Basso Garda, costituitosi con i depositi glaciali originati dai residui trasportati due...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/344: A DUBAI LA CORSA AL TITOLO DI RE DEL CIRCUITO 2020

Doppio trionfo inglese: a Fitzpatrick il torneo, a Westwood la "Race"


DUBAI - Sono tanti i milioni in palio al DP World Tour Championship di Dubai, che ha l'onere di laureare il miglior giocatore della stagione. Si sta infatti concludendo al Jumeirah Golf Estates di Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, la difficile stagione 2020 dell’European Tour, in sintonia con...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/343: IL DUBAI CHAMPIONSHIP AL PARIGINO ANTOIONE ROZIER

Eccellente secondo posto per Francesco Laporta


DUBAI - Questa settimana l’European Tour era impegnato in due appuntamenti: uno in Sudafrica, il South African Open, terzo evento che si celebra lì quest’anno, l’altro Il Dubai Championship, negli Emirati Arabi. Noi seguiamo questo di Dubai, penultimo appuntamento della...continua

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Maxi operazione della GDF di Vicenza, denunciate 53 persone

FALSE FATTURE PER SPONSOR NEL CICLISMO, NEI GUAI ANCHE UN FINANZIERE TREVIGIANO

Sequestrati beni per 100 mila euro


TREVISO - I Finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Vicenza hanno concluso, nei giorni scorsi, l’operazione di polizia economico-finanziaria denominata ”Ritorno in bici”, eseguendo un sequestro preventivo per l’importo di oltre 100.000 euro e denunciando complessivamente 53 persone. Dei 53 denunciati, 5 sono responsabili, a diverso titolo, di due associazioni sportive dilettantistiche di Breganze: Giuseppe Parolisi, 38enne, finanziere casertano, residente a Vedelago, il quale è responsabile a vario titolo, insieme ad altre quattro persone (Nivo Azzolin, 70enne di Breganze; Giancarlo Albanese, 78enne di San Martino di Lupari; Carlo Finco, 52enne di Curtarolo; Roberto Rossi, 46enne di Colceresa), delle squadre ciclistiche, VC Breganze e Cyberteam Breganze. Gli altri 48 sono titolari di aziende che hanno ricevuto dalle associazioni e contabilizzato in dichiarazione fatture per operazioni parzialmente inesistenti, in quanto riportanti importi superiori a quelli effettivi. L’attività investigativa ha tratto origine da una denuncia nella quale un cittadino, ciclista associato ad una società sportiva dilettantistica, ha evidenziato dubbi in ordine a presunti redditi conseguiti dalla stessa associazione, che pregiudicavano la sua corretta posizione fiscale. Gli approfondimenti dei Finanzieri del Gruppo di Bassano del Grappa, partendo da tale segnalazione, hanno consentito di disvelare un articolato meccanismo di evasione fiscale, perpetrato mediante l’emissione e l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti e l’indebito utilizzo di carte di credito. In particolare, l’associazione della quale il ciclista faceva parte emetteva sistematicamente fatture per operazioni parzialmente inesistenti, aumentandone l’importo, in relazione a prestazioni di sponsorizzazione rese in favore di diverse imprese venete. Le fatture ”gonfiate” permettevano agli sponsor, utilizzatori delle stesse, di dedurre un maggiore imponibile di quello effettivamente pagato e di detrarre maggiore Iva. L’associazione, potendo vantare su un regime fiscale agevolato che permette il pagamento delle imposte sulla base di una percentuale dei ricavi, una volta incassate le somme, restituiva parte delle stesse alle aziende sponsorizzatrici. Per ricavare il contante da retrocedere ed evitare prelevamenti bancari diretti – circostanza suscettibile di potenziali segnalazioni – i gestori delle associazioni avevano ingegnato un metodo sofisticato: simulando la corresponsione di somme per prestazioni sportive a decine di associati, effettuavano versamenti su Iban riferibili a carte prepagate intestate agli atleti, carte che di fatto erano nella disponibilità dei responsabili delle associazioni stesse. Versate le somme, si premuravano di ritirarle con un semplicissimo prelevamento agli sportelli automatici, in modo frazionato e, apparentemente, senza ingenerare alcun sospetto, se non quello sorto agli investigatori nella fase delle indagini, allorquando, esaminando i dati dei prelevamenti e delle celle telefoniche dei cellulari degli indagati, sono emersi anomali prelevamenti eseguiti, nel giro di pochissimi minuti, da decine di atleti allo stesso sportello automatico, proprio in coincidenza con la presenza di qualche indagato in quella precisa posizione. "Fatture false per sponsorizzazioni nel ciclismo, maxi-indagine della GdF: 53 indagati
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Il mio assistito potrà spiegare tutto, non ci sono reati in quello che ha fatto, siamo fiduciosi di poter dimostrare, nel corso del procedimento, la totale estraneità ai fatti", ha spiegato l'avvocato Fabio Pavone, legale del finanziere Parolisi, in servizio presso  presso la Compagnia di Castelfranco Veneto.