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Golf
PILLOLE DI GOLF/331: A VILLA CONDULMER L'OPEN D'ITALIA DEGLI HICKORY PLAYERS

Il nostro inviato al torneo con i bastoni come un secolo fa


MOGLIANO VENETO - Nel Campo da Golf di Villa Condulmer si è giocato, dal 10 al 12 settembre, il secondo Open Italia degli hickory players. Si è scelto di far concludere il secondo Open Internazionale nella giornata del 12, coincidente con il 12 settembre 1925, giorno conclusivo del...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/330: LO SPAGNOLO DE MORAL TRIONFA NEL TORNEO PIÙ ALTO D'ITALIA

Al Gc Cervino la seconda tappa dell'Italian Tour


BREUIL - Sul percorso del Golf Club Cervino, il campo più alto d’Italia a 2.050 metri di quota, si gioca il Cervino Alps Open, secondo appuntamento stagionale dell’Italian Pro Tour, circuito di gare organizzato dalla Federazione Italiana Golf. La serie di tornei è...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/329: BRILLA SEMPRE PIÙ LA GIOVANE STELLA DI RASMUS HOJGAARD

Il 19enne danese trionfa all'Isps Handa Uk Championship


SUTTON COLDFIELD (GBR) - Con l'Isps Handa Uk Championship, eccoci alla conclusione dell’”UK Swing”, con due azzurri in campo: Edoardo Molinari e Lorenzo Scalise, unici due italiani presenti al torneo che conclude il ciclo di sei gare denominate “UK Swing”, e che...continua

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Sindaco e molti cittadini alla tradizionale celebrazione dell'Assunta

TREVISO RINNOVA IL DONO DEL CERO ALLA MADONNA GRANDA

Il vescovo: "Anche nella pandemia, ci ritroviamo qui come comunità civile"


TREVISO - “Maria è la donna della novità di Dio nella storia. In Lei si dispiega pienamente tutta la dirompente potenza della risurrezione di Cristo, unica vera novità della storia”: così il vescovo Michele nella mattina del 15 agosto, durante la messa per la solennità di Maria Assunta in cielo, celebrata nel santuario trevigiano di Madonna Granda.
Anche quest’anno si è ripetuto, nel santuario, davanti all’immagine venerata della Madonna col Bambino, il gesto del dono del cero da parte del sindaco, Mario Conte, a nome della città di Treviso. Per le norme anti-contagio non è stata possibile la consueta processione: a "scortare" il cero votivo, oltre al vescovo e al sindaco, il solo presidente del Consiglio comunale Giancarlo Iannicelli. Numerosi però gli amministratori presenti in chiesa: l'assessore Alessando Manera e svariati consiglieri e, tra le altre autorità, il comandante provinciale dei Carabinieri, colonnello Gianfilippo Magro. E soprattutto molti i fedeli partecipanti, accolti sia in chiesa che nel chiostro della basilica.
“Maria non è separata da noi, Lei è con Cristo,la prima di tutti noi.La forza della risurrezione agisce infatti anche nella nostra vita, nella nostra storia, anche se non si è ancora manifestata in pienezza” ha ricordato il Vescovo.
L’immagine del Signore della vita che prepara un rifugio e salva dal drago la donna che ha appena partorito e il bambino, nel racconto dell’Apocalisse, ci ricorda – ha spiegato - che nelle pieghe della storia rimangono dei luoghi di accoglienza, di speranza e di luce anche in situazioni e in tempi difficili. E’ il cielo,non lontano o astratto, che “può trasparire nelle vicende della vita quotidiana, laddove sembra invece che non ci siano più futuro, dove il momento fragile del mettere al mondo, di dare alla luce è esposto alla violenza dell’indifferenza, dell’egoismo, della ricerca di un bene individuale che non tiene contro di altri e di altro. Sembra infatti talvolta che siano le forze di male ad avere l’ultima parola, a dettare l’agenda delle piccole e grandi decisioni di questo nostro mondo “ ha ricordato mons. Tomasi.
Ma la donna dell’Apocalisse mette al mondo il figlio, anche nella prova, e tante persone, quotidianamente, mettono al mondo speranza e futuro: è “la fatica di tanti, anche oggi, per vivere con impegno e responsabilità questo tempo complicato, per mantenere in equilibrio il sistema sanitario, per riaprire le scuole come un luogo di esperienza educativa e di autentica speranza per il futuro; gli sforzi per arrivare ad un autunno di cui temiamo fatiche e sacrifici, preparati al massimo delle nostre possibilità, senza allarmismi e senza superficialità; l’impegno di chi affronta il momento difficile dell’economia aprendo prospettive di autentica umanità e di vera attenzione al creato, con professionalità e coraggio; la tenacia di chi continua a credere che le comunità cristiane debbono essere luogo di incontro tra le persone, di sostegno a chi è solo, di ascolto della Parola di Dio e di confronto sulle risposte da dare alle domande di senso e di bene che la vita pone; tutto ciò e molto altro ancora è rappresentato dalla donna vestita di sole, dalla madre che anche nel pericolo e nella prova mette al mondo il figlio, la speranza di futuro, la novità di vita. Tutto questo si alimenta con la forza che il Cristo crocifisso e risorto continua a donarci: Lui ha vinto davvero la morte. Vivere con lui e come lui ci permette di sperare nella sua stessa vittoria”, di trovare un senso nuovo per la vita e di mettersi in cammino come Maria, per condividere la propria gioia e servire.
Ricordando la tradizione, conservata nel tempo, del dono del cero da parte della città alla “Madonna granda”, il Vescovo Michele ha sottolineato come, “nella soluzione di conflitti piccoli e grandi, nella difesa della libertà, nello sforzo di uscire con la solidarietà dalla tragedia della guerra, nelle sfide grandi della pandemia, la città si è ritrovata e si ritrova come comunità civile, non come insieme disunito di individui. E si raduna davanti ad una Madre, per ritrovare la fonte della fraternità necessaria a ri-generarsi. La fiamma del cero donato dal Sindaco e dal Comune rappresenta la luce – piccola, debole talvolta – che può venire solamente da una concordia di impegno per il bene di tutti. Non è un faro che spazza ogni buio ed ogni ombra, ma può essere valida compagna di strada per il prossimo passo da percorrere; essa non ci impone nessuna uniformità, ma silenziosamente ci mostra l’efficacia e la bellezza del dono di sé per il bene di tutti, nel dibattito anche, che è ricerca del bene possibile e mai distruzione delle ragioni della convivenza e dello sviluppo”.
“Questo dono rappresenti la nostra fiducia nella vita, nelle risorse e nella dignità della persona, nel futuro - ha concluso mons. Tomasi -. E possa illuminare le nostre speranze, dare consolazione, infondere coraggio”.
Al termine della celebrazione il Vescovo ha recitato una preghiera di affidamento a Maria.

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