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Golf
PILLOLE DI GOLF/341: COME FUNZIONA LA QUALYFING SCHOOL?

Alla scoperta dei tornei che promuovono alle competizioni maggiori


TREVISO - Questa settimana andiamo a vedere da vicino come funziona la “Qualifying School”, la serie di tornei dell’Alps Tour che promuovono i talenti mondiali a ottenere la “carta” che permette di partecipare alle competizioni, e come sono regolate le classifiche...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/340: L'AUGUSTA MASTERS INCORONA DUSTIN JOHNSON

Insolita collocazione autunnale per l'ultimo major


AUGUSTA - Un Masters Tournament insolito, giocato a metà novembre anziché ad aprile, non primo, ultimo major. L’autunno propone tutt’altra scenografia rispetto al clima primaverile quando l’Augusta in Georgia ama fare sfoggio di un mare di fiori: distese di...continua

Attualità
PILLOLE DI GOLF/339: FRANCESCO MOLINARI, AL RIETRO, È 15° A HOUSTON

Carlos Ortiz regala al Messico un successo dopo 40 anni


HOUSTON (USA) - Francesco Molinari è tornato in campo per partecipare al Vivint Houston Open, torneo del PGA Tour in programma sul par 70 del Memorial Park Golf Course di Houston in Texas. Qualcuno lo definisce “la gara dei grandi ritorni”. Tra i più attesi, oltre a...continua

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La nostra rubrica sul mondo golfistico a cura di Paolo Pilla

PILLOLE DI GOLF/328: MEMORIAL TOURNAMENT, VITTORIA DA LEADER MONDIALE PER JON RAHM

Ripercorriamo il prestigioso torneo del Pga Tour


DUBLIN (USA) - Memorial Tournament: ricordiamo questo torneo, perché uno degli eventi più prestigiosi nel calendario del PGA Tour, e perché aveva segnato il ritorno in campo Tiger Woods, cinque mesi dopo la sua ultima apparizione nel Genesis Open. Si disputava sul percorso del Muirfield Village GC, a Dublin nell’Ohio, nel field erano presenti nove sui dieci top ten del world ranking. Oltre all’elevato livello tecnico, c’era anche quello economico, di spessore: con il montepremi di 9.300.000 dollari. Era assente Adam Scott, isolatosi in attesa di capire l’evolversi della pandemia, ma tutti presenti i sei vincitori delle gare che hanno segnato la ripresa del circuito: Rory McIlroy, numero uno mondiale, Dustin Johnson, Webb Simpson, Bryson DeChambeau, Collin Morikawa. Questi ultimi due erano di certo i più in forma. E poi c’era Jon Rahm, il n° 2, che ha mancato l’attacco alla leadership di McIlroy con una prestazione sotto tono, e Justin Thomas n. 3, che ha gettato alle ortiche un Workday che sembrava vinto a tre buche dalla fine, per poi farsi superare al playoff da Morikawa, che vanta 22 tornei senza subire tagli. A difendere il titolo era lo statunitense Patrick Cantlay.
Tiger Woods, le cui condizioni di forma sembravano buone almeno rispetto alla sfida-spettacolo vinta contro Phil Mickelson, non vince da quasi due anni. Ora intendeva cogliere l’83° successo sul circuito e divenire leader assoluto in quanto a titoli acquisiti sul tour, distaccando Sam Snead (82). “Scendo in campo - ha detto - sempre per vincere e anche questa volta non sarà diverso”.
Va detto che Woods in ben 17 tornei al Muirfield Village GC, non ha mai subito tagli, e in cinque occasioni si è imposto nel Memorial Tournament, l’ultima nel 2012.
Non c’è pubblico, si gioca a porte chiuse per l’emergenza coronavirus, almeno fino alla conclusione della stagione 2020 con il Championship di Atlanta il 4 settembre, dove si assegnerà la FedEx Cup. I responsabili hanno adottato norme di prevenzione ancor più restrittive per giocatori e addetti ai lavori. Sperano di riaprire le porte almeno parzialmente, nel Safeway Open (10 settembre), con cui partirà la nuova stagione.
Tony Finau è stato il leader al termine del primo round, con 66 (-6), precedendo di un colpo Ryan Palmer, e di due Brendan Steele e Gary Woodland. Tiger Woods, al rientro dopo cinque mesi, aveva tenuto un buon passo: inizia con due birdie in tre buche, ma subito perde il vantaggio sul campo con due bogey, poi nel finale incontra il 71 con altri due birdie e un bogey. “A porte chiuse - ha detto - è stato tutto diverso, mancando quella spinta che gli spettatori sanno darti. Non ne ho però sofferto, ho provato lo stesso entusiasmo, e ho sentito comunque buone sensazioni”. Ha tenuto alto il ritmo Jon Rahm numero due del world ranking, quinto con 69, ma il numero uno Rory McIlroy, ottavo, gli ha concesso solo lo spazio di un colpo. C’è un flop indecoroso di Dustin Johnson, numero quattro mondiale: gli sono necessari 80 colpi per fare il giro. Patrick Reed ha lo stesso score di Woods, Brooks Koepka è alla pari con Sergio Garcia e Phil Mickelson. Sono andati sopra par, accusando ritardi importanti, forti protagonisti quali Bryson De Chambeau (suo un drive di 387 metri contro vento) e Justin Rose. Justin Thomas, numero tre al mondo, è 59°. Rischia il taglio Collin Morikawa, vincitore al playoff del Workday Charity Open.
Milton Pouha Finau, 31enne di Salt Lake City (Utah), noto regolarista, gode di buona fama, ma nel suo palmarès appare un solo titolo (Puerto Rico Open), ottenuto nel 2016. Ha avuto qualche incertezza con tre bogey, ma nove birdie gli hanno concesso la leadership.
L’attacco di Jon Rahm, la flessione di Rory McIlroy, la giornata difficile di Tiger Woods e il flop di Dustin Johnson, determinano il bilancio della seconda giornata, dove Ryan Palmer, con un 68 di giornata, ha raggiunto in vetta Tony Finau. Vincendo o anche giungendo secondo, Palmer avrebbe detronizzare McIlroy, dipendeva dal risultato del nordirlandese. Rahm sale al terzo posto, scende Rory McIlroy al 21°, e cede Tiger Woods 64°. Rimane stabile Patrick Cantlay, difensore del titolo, verso prove anonime Sergio Garcia, 33°. Tiger Woods, ha superato il taglio con l’ultimo punteggio utile insieme a Brooks Koepka, e sono usciti di scena Bryson DeChambeau (clamoroso “10” alla buca 15, par 5), e Dustin Johnson, che per due volte ha segnato 80 (+8).
Ryan Hunter Palmer, 44enne di Amarillo (Texas) con quattro titoli sul tour, ha girato in 68 con cinque birdie e un bogey, e Milton Finau, 31enne di Salt Lake City (Utah), ha evitato il sorpasso con un parziale di 69. Tiger Woods, alle prese con problemi fisici, è andato in altalena con tre birdie, cinque bogey e un doppio bogey per un 76 (+4), che l’ha tenuto a lungo nell’incertezza di giocare nel fine settimana. “Invecchiare non è divertente - ha detto il Campione - A inizio carriera era tutto fantastico, perché miglioravo continuamente, ora debbo solo cercare di resistere”.
Nel terzo giro, con un vento che viaggia tra le sei e le dodici miglia orarie, Jon Rahm prende il largo. Punta alla leadership mondiale, lancia la sua sfida a Rory McIlroy, che rischia seriamente di essere detronizzato. Gira in 68 (-4), balza al comando in un gran finale con quattro birdie di fila. Approfitta del cedimento di Tony Finau e di Ryan Palmer in vetta dopo due turni, ora secondi con quattro colpi di ritardo. Il 25enne di Barrika, può divenire il nuovo leader mondiale. Ha una situazione complicata McIlroy, 12° con 214, è molto lontano da Rahm e dalla seconda piazza. Lo spagnolo tuttavia dovrà fare i conti con la cabala sfavorevole: le uniche due volte in cui era in vetta dopo 54 buche non è stato capace di imporsi. Se riuscirà nell’impresa salirà sul tetto del mondo, secondo iberico dopo Severiano Ballesteros. Nel turno finale giocherà insieme a Ryan Palmer con il quale ha vinto in coppia lo Zurich Classic nel 2019, ultimo successo di entrambi sul circuito. Palmer è anche in lizza con Henrik Norlander, per i due posti nel field del prossimo US Open, che saranno assegnati ai primi giocatori tra i top ten che non siano già qualificati per il major. Tiger Woods risale, marcia insieme a Sergio Garcia, si porta a metà classifica.
In condizioni meteo difficili, che hanno causato una sospensione, Jon Rahm vince il Memorial, e sale sul trono mondiale. Supera di tre colpi Ryan Palmer, cui è comunque riservato l’accesso nel field nel prossimo US Open. In terza posizione è Matthew Fitzpatrick, autore di un 68 (-4), miglior punteggio del turno. Per non scendere dal trono Rory McIlroy avrebbe dovuto classificarsi secondo, ma è finito 32° insieme a Patrick Cantlay che difendeva il titolo, e a Sergio Garcia. Detronizzato, McIlroy termina a metà classifica come Tiger Woods.
Jon Rahm Rodriguez, detto Rahmbo, secondo spagnolo a divenire leader mondiale, 31 anni dopo Severiano Ballesteros, decimo europeo a conquistare la vetta nel world ranking, ha iniziato il giro finale con quattro colpi di margine su Palmer e su Tony Finau, ma nel rientro ha perso cinque colpi, comprensivi di due per una penalità alla buca 16 (palla mossa, regola 9.4) per un 75 (+3), sostanzialmente indolore. Per lui un congruo assegno di 1.674.000 dollari.
Prossimo obiettivo vincere un major che manca nel suo curriculum. È il sesto golfista divenuto “numero uno” prima di imporsi in un evento del grande slam.
Paolo Pilla