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Golf
PILLOLE DI GOLF/341: COME FUNZIONA LA QUALYFING SCHOOL?

Alla scoperta dei tornei che promuovono alle competizioni maggiori


TREVISO - Questa settimana andiamo a vedere da vicino come funziona la “Qualifying School”, la serie di tornei dell’Alps Tour che promuovono i talenti mondiali a ottenere la “carta” che permette di partecipare alle competizioni, e come sono regolate le classifiche...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/340: L'AUGUSTA MASTERS INCORONA DUSTIN JOHNSON

Insolita collocazione autunnale per l'ultimo major


AUGUSTA - Un Masters Tournament insolito, giocato a metà novembre anziché ad aprile, non primo, ultimo major. L’autunno propone tutt’altra scenografia rispetto al clima primaverile quando l’Augusta in Georgia ama fare sfoggio di un mare di fiori: distese di...continua

Attualità
PILLOLE DI GOLF/339: FRANCESCO MOLINARI, AL RIETRO, È 15° A HOUSTON

Carlos Ortiz regala al Messico un successo dopo 40 anni


HOUSTON (USA) - Francesco Molinari è tornato in campo per partecipare al Vivint Houston Open, torneo del PGA Tour in programma sul par 70 del Memorial Park Golf Course di Houston in Texas. Qualcuno lo definisce “la gara dei grandi ritorni”. Tra i più attesi, oltre a...continua

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La nostra rubrica sul mondo golfistico a cura di Paolo Pilla

PILLOLE DI GOLF/335: FRANCESCO MOLINARI TORNA IN CAMPO IN NEVADA

Il torinese, però, esce al taglio, vince Martin Laird


LAS VEGAS (USA) - Dopo una pausa di sette mesi, Francesco Molinari torna in campo. Lo fa con lo Shriners Hospitals for Children Open, sul tracciato del TPC Summerlin, a Las Vegas in Nevada. Si era fermato il 12 marzo, quando il The Players Championship era stato bloccato per l’emergenza sanitaria; in seguito aveva lasciato Londra, per trasferirsi a Los Angeles.
Ora, nella consapevolezza di essere stato il primo italiano a vincere un major, il Championship Open nel 2018, e il suo exploit che aveva portato l’Europa a vincere la Ryder Cup di Parigi, poi il successo nell’Arnold Palmer Invitational nel 2019, torna con l’intento di ritrovare il ritmo gara per riportarsi al posto che gli compete nel panorama mondiale. Ci sono i migliori giocatori del PGA.
C’è Bryson DeChambeau, 27enne di Modesto (California), che dopo la vittoria nell’US Open, prova a riprendersi la scena che sta rivoluzionando il golf con un mix di tecnica e potenza. Già vincitore dell’evento nel 2018, è il favorito d’obbligo, ma dovrà fare attenzione a due giovani di grandi prospettive, anche loro californiani, il 21enne Matthew Wolff che gli ha conteso il successo nel major, e il 23enne Collin Morikawa, che si era imposto ad agosto nel precedente major, il PGA Championship. E ancora c’è Kevin Na, difensore del titolo. Ricordo che il record sul giro risale al 1991, stabilito da Chip Beck con 59 (-13), straordinario, seppur che all’epoca il tracciato era par 72.
Durante i controlli alla vigilia del torneo, Tony Finau, sceso in campo l’ultima volta nell’US Open, è risultato positivo al Covid-19 e ora è in isolamento.
Il montepremi è di 7 milioni di dollari.
La classe di Bryson DeChambeau si mette subito in evidenza. Dà continuità alle prestazioni con cui era arrivato al settimo titolo sul circuito: grandi drive dai tee, (alla buca 7 fa il tiro più lungo di tutti 331 metri), e nove birdie, chiude il giro in 62 (-9). Si lascia alle spalle, a un colpo, cinque americani: Patrick Cantlay, Austin Cook, Harold Varner III, Scott Harrington e Nate Lashley. Sono al 21° posto con 66 lo spagnolo Sergio Garcia tornato al successo domenica scorsa nel Sanderson Farms, e il campione in carica Kevin Na, che dovrà aumentare il ritmo se vorrà imitare Jim Furyk, unico ad essersi imposto nell’evento per due volte di fila. Francesco Molinari, fermo per una scelta di vita con il trasferimento da Londra a Los Angeles, ha iniziato dalla buca 10. Chiude guadagnando un colpo sul campo al giro di boa con due birdie e un bogey, che poi mantiene. È sempre spettacolo “Buca in uno”, che riesce allo svedese Henrik Norlander: segna centrando direttamente dal tee la buca 5, par 3 di 180 metri, utilizzando un ferro 7.
Nel secondo round Bryson DeChambeau fa un passo indietro e cede la leadership a un quintetto; l’azzurro al rientro dopo sette mesi, manca il taglio (99° con 138 - 70 68, -4). A sorpassare DeChambeau, con 128, sono lo scozzese Martin Laird, e gli statunitensi Patrick Cantlay, Brian Harman, Austin Cook e Peter Malnati, quest’ultimo autore del miglior score di giornata con 62, dovuto a un eagle e a sette birdie; ha girato senza bogey su tutte le 36 buche. Francesco Molinari, che aveva disputato una sola volta questa gara nel 2016 terminando quarto, prova con orgoglio a risalire la china dopo il 70 (-1) di partenza, ma il parziale di 68, frutto di cinque birdie e due bogey, non basta per fargli superare il taglio, caduto a (-7); è una grande delusione per Chicco. insieme a lui escono tanti grandi: gli americani Collin Morikawa e Rickie Fowler, il giapponese Hideki Matsuyama, l’australiano Jason Day.
A caratterizzare la terza giornata del torneo dove non ha più ruolo Francesco Molinari, è la prorompente rimonta di Matthew Wolff che da 40° passa terzo, e il cedimento di Bryson DeChambeau, grande favorito da sesto a 31°, e dello spagnolo Sergio Garcia, da settimo a 19°.
Guidano la classifica con 193 (-20) l’americano Patrick Cantlay e lo scozzese Martin Laird, con due colpi di margine sul quartetto che comprende Wolff. Ha fatto dieci passi avanti Kevin Na, campione in carica, settimo con 196, che si è aperto la possibilità di emulare Jim Furyk. È risalito dalle retrovie Webb Simpson, 31° alla pari con DeChambeau, troppo tardi per ottenere qualcosa di concreto. Patrick Cantlay, che potrebbe eguagliare Tiger Woods, Tom Watson e Jack Nicklaus capaci di imporsi o di classificarsi al secondo posto per quattro anni d fila in questo evento, ha girato in 65 (-6), per sei birdie senza bogey. Martin Laird ha ottenuto lo stesso score, anch’egli senza sbavature, con un eagle e quattro birdie. Matthew Wolff, che con il 61 è andato a due colpi dal primato sul giro stabilito da Chip Beck, ha assemblato quattro birdie e tre eagle. Fantastico!
Alla fine, però, l’abilità trionfa. È Martin Laird a vincere lo Shriners Hospitals for Children Open, lo fa per la seconda volta, superando Matthew Wolff e Austin Cook nel playoff a tre. Dopo l’intervento al ginocchio, lo scozzese ha guadagnato la sua quarta vittoria nel PGA TOUR, il suo primo titolo in oltre sette anni. Arrivato alla buca con un colpo di vantaggio, c’è stato un seguito avventuroso: al tee shot manda la palla sulla tribuna degli spettatori; esegue un colpo reso difficile dagli alberi e dall’acqua dopo il green, imbuca un putt per il birdie da poco meno di sette metri. “Vedere quel putt entrare in buca, è stato fantastico” ha detto; felice intasca 1.260.000 dollari.
Paolo Pilla