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Golf
PILLOLE DI GOLF/341: COME FUNZIONA LA QUALYFING SCHOOL?

Alla scoperta dei tornei che promuovono alle competizioni maggiori


TREVISO - Questa settimana andiamo a vedere da vicino come funziona la “Qualifying School”, la serie di tornei dell’Alps Tour che promuovono i talenti mondiali a ottenere la “carta” che permette di partecipare alle competizioni, e come sono regolate le classifiche...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/340: L'AUGUSTA MASTERS INCORONA DUSTIN JOHNSON

Insolita collocazione autunnale per l'ultimo major


AUGUSTA - Un Masters Tournament insolito, giocato a metà novembre anziché ad aprile, non primo, ultimo major. L’autunno propone tutt’altra scenografia rispetto al clima primaverile quando l’Augusta in Georgia ama fare sfoggio di un mare di fiori: distese di...continua

Attualità
PILLOLE DI GOLF/339: FRANCESCO MOLINARI, AL RIETRO, È 15° A HOUSTON

Carlos Ortiz regala al Messico un successo dopo 40 anni


HOUSTON (USA) - Francesco Molinari è tornato in campo per partecipare al Vivint Houston Open, torneo del PGA Tour in programma sul par 70 del Memorial Park Golf Course di Houston in Texas. Qualcuno lo definisce “la gara dei grandi ritorni”. Tra i più attesi, oltre a...continua

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La nostra rubrica sul mondo golfistico a cura di Paolo Pilla

PILLOLE DI GOLF/340: L'AUGUSTA MASTERS INCORONA DUSTIN JOHNSON

Insolita collocazione autunnale per l'ultimo major


AUGUSTA - Un Masters Tournament insolito, giocato a metà novembre anziché ad aprile, non primo, ultimo major. L’autunno propone tutt’altra scenografia rispetto al clima primaverile quando l’Augusta in Georgia ama fare sfoggio di un mare di fiori: distese di rododendri e azalee di ogni colore. Coreografia a parte, rimane immutato il fascino del major più bello. L’impegno dei 92 concorrenti, i migliori del mondo, sarà totale, anche senza la presenza del pubblico che qui non è ammesso,
C’è Francesco Molinari in campo, e con lui tutta la crema del Golf. A difendere il titolo è Tiger Woods, che lo scorso anno approfittò del cedimento dell’azzurro per firmare il suo 15° major.
Ora le condizioni sono cambiate, e per entrambi: nelle ultime prestazioni Woods è stato piuttosto deludente, ma aspira comunque a conseguire il titolo per la sesta volta, ottenere l’83° successo sul PGA Tour, per divenire recordman assoluto, primato che ora condivide a 82 con Sam Snead. Francesco Molinari è stato fermo sette mesi, due i tornei disputati di recente, ma con un buon 15° posto domenica passata nello Houston Open. “So di essere competitivo - ha detto l’azzurro - e ritengo il Masters come un passaggio importante per tornare dove ero arrivato. Vincerlo sarebbe una sorpresa anche per me, ma capirò dal primo colpo come andranno le cose”.
Il numero uno mondiale è Dustin Johnson, in competizione con lo spagnolo Jon Rahm, numero due, che un paio di giorni prima della gara ha festeggiato i suoi 26 anni. È un titolo il Masters, che manca a entrambi, saranno impegnatissimi. C’è poi Rory McIlroy, il cui obiettivo è conquistare il Grande Slam dopo Gene Sarazen, Ben Hogan, Gary Player, Jack Nicklaus e Tiger Woods. Per i bookmakers, il favorito dell’84° Masters è Bryson DeChambeau, a segno nel precedente US Open: impressiona il nuovo modo di interpretare il golf, con un mix di potenza e tecnica. Sono tanti qui i Campioni che puntano al successo, è assente Sergio Garcia, in quarantena per la positività al Covid.
Come di consueto la gara prevede il taglio dopo 36 buche, che promuove ai due giri finali, i primi 50 e i pari merito al 50° posto. Causa Covid, non si è svolto il Par 3 Contest, spettacolo della vigilia.
È ricca di eventi la prima giornata, iniziata con ritardo di tre ore a causa del tempo inclemente: in 44 non hanno completato il giro, che riprenderà domattina. Nella provvisoria è Paul Casey al vertice a (-7), per un eagles e cinque birdie. Seguono Xander Schauffele, Justin Thomas e Webb Simpson. Al 4 ° posto il campione in carica Tiger Woods, con 68 (-4). 51° Francesco Molinari.
Alle prime ore del giorno si conclude il giro iniziale, la classifica assume valori più reali. Paul Casey, leader allo stop, è raggiunto da Dustin Johnson che realizza un eagle e cinque birdie, e da Dylan Frittelli un eagle, sei birdie e un bogey. Francesco Molinari, che era stato fermato dopo dieci buche in par (due birdie e due bogey), ha completato il 72 con altri due birdie e due bogey. Retrocede al decimo posto Tiger Woods.
Parte il secondo round, anch’esso interrotto per oscurità, sono quattro al comando a (-9): il messicano Abraham Ancer, l’australiano Cameron Smith, il campione major Justin Thomas, e il numero uno del mondo Dustin Johnson. Grande Bernard Langer, il giocatore più anziano nella storia del Masters, supera il taglio a 63 anni compiuti. Alla ripresa, Tiger Woods non è riuscito neanche a conservare la decima piazza occupata dopo il giro d’avvio, ma rimane in piedi, ha lo stesso score di Mickelson e Brooks Koepka. Rocambolesco il giro in due fasi di Bryson DeChambeau che era dato alla vigilia grande favorito, e che invece, 50° con 144 (par), ha evitato il taglio con l’ultimo punteggio utile dopo essere andato in altalena sia nelle 12 buche giocate prima della sosta, che nelle sei successive. Jordan Spieth e Collin Morikawa sono entrati, con lo stesso punteggio, tra i 60 ammessi ai due turni finali. Non bene Francesco Molinari, che completa il turno con un 78 (+6) per due birdie e otto bogey, purtroppo esce al taglio!
Alla conclusione del secondo giro terminato di prima mattina, anche Jon Rahm si porta in vetta con un 66 (-6); raggiunge i quattro che erano al vertice al momento della sospensione, segnando cinque birdie prima, e un sesto nelle altre buche. Altri due birdie, e avrebbe ottenuto il sorpasso.
Nel terzo giro Dustin Johnson fa il vuoto intorno a sè. Ha quattro colpi di vantaggio su Ancer, Smith e sul coreano Sungjae Im. Domina sin dalle prime batture, aprendo con un eagle e poi proseguendo con cinque birdie per il 65 (-7). Cedono, con scarse possibilità di recupero, Thomas e Rahm. che erano per lui i più pericolosi. Justin Thomas, numero 3 mondiale, è sesto con 206 (-10); e Jon Rahm, numero due, settimo con 207 (-9. È risalito di nove posizioni Dylan Frittelli, quarto, e ne ha guadagnate 18 Rory McIlroy, decimo, probabilmente troppo lontano per pensare ancora di completare il Grande Slam con l’unico major che manca nel suo palmarès; sembra tagliato fuori anche Brooks Koepka che lo affianca. Svanisce pure il sogno di Tiger Woods, 20°, di emulare Jack Nicklaus. Ha girato in 72 (par), e ha confessato di aver accusato stanchezza dopo l’impegno del mattino dovuto al completamento delle sei buche mancanti al suo secondo giro, che era stato sospeso per oscurità con 48 concorrenti ancora in campo. È in bassa classifica Jordan Spieth, che non riesce a trovare il bandolo del gioco scintillante che lo contraddistingue.
Il Masters ha più volte subìto ribaltoni nell’ultimo giro, ma è difficile che accada, potrebbe essere solo se c’è un cedimento di Johnson. Se invece avrà successo, vedremo Woods che, come campione uscente, nel cerimoniale di fine gara dovrebbe aiutarlo a indossare la “giacca verde”.
E siamo alla resa dei conti: Dustin Johnson è il più forte, vince l’84^ edizione del Masters Tournament, con un punteggio di 268, 20 sotto il par, cinque colpi davanti a Im Sung-jae e Cameron Smith. Ho potuto seguire il suo gioco nel quarto turno, devo dire che è veramente un grande giocatore. Non ha avuto molta fortuna sulla prima parte del quarto giro; è incappato in due bogey, ma ha segnato anche tre birdie, che avrebbero dovuto essere quattro; alla 9 ero sicuro che avrebbe fatto birdie, ha mancato la buca per un pelo, e così anche alla 12. Ha comunque fatto altri tre birdie consecutivi alla 13, 14, 15, portando il suo score a -20. Nello spazio di un mese è passato dal Coronavirus al successo sul Masters, il più importante torneo del PGA.
Tiger Woods termina al 38° posto, dopo un parziale di 76 (+4) maturato per un’incredibile “10” alla buca 12 (par 3), dove è andato per tre volte in acqua. Come campione uscente, nel consueto cerimoniale di fine gara ha consegnato la “giacca verde” al vincitore.
Johnson, 36enne del (South Carolina), ha vinto 23 volte nel PGA Tour; è dotato di una straordinaria forza fisica e di uno swing molto potente, è uno dei giocatori più lunghi del circuito. Conclude la stagione 2020 nel PGA con quattro vittorie, un trionfo più che meritato. Porta a casa la bellezza di otre due milioni di dollari, su uno dei montepremi più ricchi del PGA Tour: 11,5 milioni.
Paolo Pilla