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Golf
PILLOLE DI GOLF/346 - CAMPI/30: IL GOLF CLUB ACAYA

Nel cuore del Salento un percorso ricco di fascino e sorprese


VERNOLE (LE) - Siamo nel Salento, nel Leccese, una bella, generosa terra. Una lunghissima teoria di ulivi fa guida per arrivare all’elegante resort “Double Tree by Hilton Acaya”, inserito nel verde della macchia mediterranea, 100 ettari di pregiata vegetazione spontanea....continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/345 - CAMPI/29: IL GOLF CLUB PARADISO DEL GARDA

Un percorso tra il lago e il monte Baldo, per giocare nell'"empireo"


PESCHIERA - Progettato dal noto architetto americano Jim Fazio, questo prestigioso circuito golfistico è inserito sull’entroterra gardesano, comodamente adagiato sull’anfiteatro morenico del Basso Garda, costituitosi con i depositi glaciali originati dai residui trasportati due...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/344: A DUBAI LA CORSA AL TITOLO DI RE DEL CIRCUITO 2020

Doppio trionfo inglese: a Fitzpatrick il torneo, a Westwood la "Race"


DUBAI - Sono tanti i milioni in palio al DP World Tour Championship di Dubai, che ha l'onere di laureare il miglior giocatore della stagione. Si sta infatti concludendo al Jumeirah Golf Estates di Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, la difficile stagione 2020 dell’European Tour, in sintonia con...continua

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8 persone ai domiciliari e sequesto di beni per un milione e mezzo

MAXI EVASIONE DELL'IVA SU AUTO SCOPERTA DALLE FIAMME GIALLE

Il boss era una rumena residente a Paese


TREVISO - Scoperta dalla Guardia di Finanza trevigiana una maxi evasione dell'Iva riguardante auto. 8 persone agli arresti domiciliari fra cui il capo dell'organizzazione, una rumena abitante a Paese. Sequestrati anche beni per oltre mezzo milione di euro. Gli indagati utilizzavano alcune società con sede operativa nel trevigiano per acquistare senza Iva, da Germania, Francia, Spagna e Belgio, autoveicoli usati di medio-grossa cilindrata, esibendo agli uffici della Motorizzazione Civile documentazione falsa che attestava l'avvenuto pagamento dell'imposta all'estero. Sono circa 500 i veicoli importati dall'organizzazione a decorrere dal 2015, per un giro d'affari di oltre 8,5 milioni di euro, di cui 1,5 milioni di Iva sottratta alle casse dello Stato. Ad innescare l'attività di indagine sarebbero state richieste di approfondimento di alcune pratiche condotte da uno degli indagati da parte delle autorità fiscali tedesche, iniziativa che ha in breve condotto i finanzieri italiani ad ascoltare circa 350 clienti della rete commerciale abusiva ed a sfruttare i contenuti di numerose intercettazioni ambientali e telefoniche. Le persone sospettate e sottoposte a restrizione sono un italiano, cinque cittadini romeni e due albanesi, ed il flusso di veicoli commercializzati a condizioni notevolmente concorrenziali, grazie al differenziale generato dal mancato versamento dell'Iva, riguarda mezzi provenienti da Germania, Francia, Spagna e Belgio. A permettere il meccanismo avrebbero inconsapevolmente contribuito gli stessi clienti, fiduciosi nelle pratiche predisposte dalle concessionarie, le quali conterrebbero false dichiarazioni rispetto all'avvenuto versamento dell'imposta nei paesi esteri di provenienza dei veicoli acquistati. Le agenzie di compravendita delle automobili erano state create e successivamente dismesse in più località, soprattutto nel Trevigiano, da Vedelago a Paese a Nervesa della Battaglia. Leader strategico delle operazioni truffaldine, secondo quanto appare fino ad ora dalle indagini, è una donna romena. Le documentazioni false create per certificare il versamento Iva risultano essere state presentate alle sedi della motorizzazione civile di Treviso e di Bolzano. Le transazioni irregolari che la Guardia di Finanza ha fino a questo punto accertato sono 161, per un'evasione Iva intorno ai 500 mila euro (mediamente un valore di 18.600 euro per automobile il quale, grazie all'evasione Iva, poteva essere abbattuto di circa il 18%), ma la proiezione degli investigatori è che l'importo possa facilmente raggiungere una somma tre volte superiore. I clienti, rispetto ai quali non viene mossa alcuna contestazione, risiedono in larga misura delle province venete, in testa a Treviso con 116 casi.