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Golf
PILLOLE DI GOLF/346 - CAMPI/30: IL GOLF CLUB ACAYA

Nel cuore del Salento un percorso ricco di fascino e sorprese


VERNOLE (LE) - Siamo nel Salento, nel Leccese, una bella, generosa terra. Una lunghissima teoria di ulivi fa guida per arrivare all’elegante resort “Double Tree by Hilton Acaya”, inserito nel verde della macchia mediterranea, 100 ettari di pregiata vegetazione spontanea....continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/345 - CAMPI/29: IL GOLF CLUB PARADISO DEL GARDA

Un percorso tra il lago e il monte Baldo, per giocare nell'"empireo"


PESCHIERA - Progettato dal noto architetto americano Jim Fazio, questo prestigioso circuito golfistico è inserito sull’entroterra gardesano, comodamente adagiato sull’anfiteatro morenico del Basso Garda, costituitosi con i depositi glaciali originati dai residui trasportati due...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/344: A DUBAI LA CORSA AL TITOLO DI RE DEL CIRCUITO 2020

Doppio trionfo inglese: a Fitzpatrick il torneo, a Westwood la "Race"


DUBAI - Sono tanti i milioni in palio al DP World Tour Championship di Dubai, che ha l'onere di laureare il miglior giocatore della stagione. Si sta infatti concludendo al Jumeirah Golf Estates di Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, la difficile stagione 2020 dell’European Tour, in sintonia con...continua

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La Mobile di Treviso continua le indagini su altri coinvolti

ARRESTATI AUTORE E MANDANTE DEL ROGO ALLA CARROZZERIA

L'ombra della Mala del Brenta dietro all'incendio


TREVISO - Ci potrebbe essere l’ombra di quel che resta della Mala del Brenta dietro all’incendio della Carrozzeria Roggia di Treviso. L’officina, con diverse auto all’interno, è stata quasi completamente distrutta dalle fiamme nella notte del 10 giugno scorso. Oltre 600mila euro i danni, fin da subito è apparsa evidente la matrice dolosa del fatto. Ora i poliziotti della Squadra Mobile trevigiana hanno arrestato i presunti esecutore materiale e mandante del rogo. Il primo è Jonathan Causin, 38 anni, di Quarto d’Altino, il quale, in realtà, si trovava già in carcere a Venezia da un paio di mesi per altri reati. Avrebbe dato fuoco all’azienda, in cambio di 3mila euro pattuiti con Bruno Tommasini. Di Venezia, 74 anni, anch’egli con diversi precedenti e con legami con la malavita dell’entroterra luganare, ora si trova nella casa circondariale di Treviso.
Ancora aperte le ipotesi sul movente: le indagini, coordinate dalla pm Anna Andreatta, non sono ancora concluse. Come spiega Claudio Di Paola, dirigente della Squadra Mobile della Questura di Treviso, nelle ultime ore sono state eseguite numerose perquisizioni nei confronti di persone che potrebbero risultare coinvolte a vario titolo, per appurare se esista un ulteriore livello al di sopra dei due arrestati.
Gli investigatori si sono basati soprattutto sull’analisi delle immagini delle telecamere di videosorveglianza e sulle utenze telefoniche. I filmati mostravano un’auto muoversi a fari spenti nelle vie intorno alla carrozzeria. Dai dati telefonici, invece, è emerso un cellulare prima connesso vicino alla ditta all’ora dell’incendio, poi agganciato dalla cella nei pressi del pub Colonial Inn di Silea. Gettati in una siepe parcheggio del locale, i poliziotti hanno trovato i vestiti, la tanica e alcuni rotoloni di carta imbevuti di liquido infiammabile, usati come innesco, di cui Causin ha tentato di sbarazzarsi. Da lì, poco dopo aver appiccato le fiamme, il 38enne ha fatto anche una chiamata, probabilmente per avvisare di aver compiuto la missione: nonostante i telefoni fossero intestati a prestanome, gli inquirenti sono risaliti fino a Tommasini. Sui due pendono accuse di incendio doloso e danneggiamento.

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