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Golf
PILLOLE DI GOLF/346 - CAMPI/30: IL GOLF CLUB ACAYA

Nel cuore del Salento un percorso ricco di fascino e sorprese


VERNOLE (LE) - Siamo nel Salento, nel Leccese, una bella, generosa terra. Una lunghissima teoria di ulivi fa guida per arrivare all’elegante resort “Double Tree by Hilton Acaya”, inserito nel verde della macchia mediterranea, 100 ettari di pregiata vegetazione spontanea....continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/345 - CAMPI/29: IL GOLF CLUB PARADISO DEL GARDA

Un percorso tra il lago e il monte Baldo, per giocare nell'"empireo"


PESCHIERA - Progettato dal noto architetto americano Jim Fazio, questo prestigioso circuito golfistico è inserito sull’entroterra gardesano, comodamente adagiato sull’anfiteatro morenico del Basso Garda, costituitosi con i depositi glaciali originati dai residui trasportati due...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/344: A DUBAI LA CORSA AL TITOLO DI RE DEL CIRCUITO 2020

Doppio trionfo inglese: a Fitzpatrick il torneo, a Westwood la "Race"


DUBAI - Sono tanti i milioni in palio al DP World Tour Championship di Dubai, che ha l'onere di laureare il miglior giocatore della stagione. Si sta infatti concludendo al Jumeirah Golf Estates di Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, la difficile stagione 2020 dell’European Tour, in sintonia con...continua

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Seminario di Assindustria Venetocentro su cosa può succedere

BREXIT, SENZA ACCORDO A RISCHIO 220 MILIONI DI EXPORT TRA PADOVA E TREVISO

Conto alla rovescia per l'uscita dalla Ue del 4° mercato per le nostre aziende


TREVISO/PADOVA - Il countdown è quasi finito. A prescindere dall’esito dei negoziati tuttora in corso tra l’Unione Europea e il Regno Unito (lo spettro del “no deal” sembra più vicino), dal 1 gennaio 2021 finirà il periodo transitorio e il Regno Unito sarà a tutti gli effetti un Paese terzo e non più uno Stato membro dell’Ue.
Brexit avrà impatti commerciali rilevanti per le imprese e per gli scambi tra le due parti. L’effetto più eclatante sarà l’applicazione reciproca dei dazi sulle merci che saranno esportate dall’Ue in Uk e viceversa, nel caso di uscita senza accordo. E una serie di nuovi adempimenti e procedure operative in materia doganale (con impatti in termini di costi e compliance), di Iva, accise e regole extratributarie (ad esempio sulla sicurezza del prodotto - marchio CE e nuovo marchio UKCA) che per le imprese costituiranno il primo banco di prova dal 1 gennaio 2021. Insomma, una sfida tutta nuova per le imprese, che necessita di un attento monitoraggio ed un accompagnamento consapevole, anche per sfruttare tutti i benefici che le semplificazioni doganali e fiscali consentono per agevolare l’import-export.

Gli esiti degli ultimi negoziati, l’impatto sulle imprese e le soluzioni operative più indicate saranno al centro del webinar “BREXIT - Profili operativi” organizzato da Assindustria Venetocentro, in programma domani, martedì 22 dicembre, alle ore 10.00 su piattaforma streaming, che ha già raggiunto più di 500 iscritti a riprova della grande attenzione al tema.
Il compito di orientare le imprese tra dogane, dazi e Iva post Brexit e di offrire soluzioni operative (attraverso l’analisi di specifiche casistiche), è affidato all’Avvocato Benedetto Santacroce, esperto di diritto tributario e doganale e pubblicista de Il Sole 24 Ore, Presidente del Centro Studi del Consiglio Nazionale degli Spedizionieri Doganali, e all’Avvocato Lorenzo Lodoli, esperto di contenzioso tributario.

«Il Regno Unito rappresenta il quarto partner commerciale del nostro territorio - dichiarano Marco Stevanato, Vicepresidente Assindustria Venetocentro delegato a Fisco, Dogane e Alessandra Polin, Consigliere delegata all’Internazionalizzazione -. Brexit avrà un impatto assai rilevante per le imprese, molto dipenderà anche dall’esito delle trattative: il “no deal” comporterebbe effetti economici pesanti, a maggior ragione in uno scenario di scambi già penalizzato dal Covid-19, e difficoltà operative ulteriori per le nostre imprese, dovendo seguire profili e regole doganali in vigore con i Paesi terzi. I nodi principali sono gli adempimenti, i dazi e i profili contrattuali, anche perché molte aziende che esportano in Uk non hanno esperienza analoga con i Paesi extra-Ue. Come Assindustria Venetocentro siamo impegnati ad offrire a tutte le imprese che operano con il mercato britannico la migliore assistenza e le soluzioni operative più indicate, anche alla luce delle semplificazioni doganali previste per gli operatori dall’Ue. Farsi trovare preparati sarà fondamentale».

Quarto partner commerciale per Padova e Treviso, con vendite 2019 per quasi 1,5 miliardi di euro (raddoppiate rispetto ai 735 milioni nel 2009), guidate da macchinari, alimentari e bevande, arredo, il Regno Unito rappresenta un asset chiave dell’export dei due territori, che proprio lo scorso anno ha raggiunto verso Londra il massimo storico. Nonostante l’impatto negativo del Covid-19 e del periodo di lockdown sugli scambi commerciali, nei primi nove mesi del 2020, gli scambi con Londra hanno riguardato ancora il 45,7% delle imprese manifatturiere. Ma il 42,6% prevede export in calo nei prossimi mesi.
Un trend che nel 2021 potrebbe confermarsi, soprattutto in caso di “no deal”: se accordo non sarà, questo impatterà sugli scambi di Padova e Treviso. Adottando l’analisi di SACE sugli effetti della Brexit e di una no-deal exit per le esportazioni italiane in Uk (-12,1% nel 2021, anziché una crescita del +5,3%, con una perdita di 3,7 miliardi di euro), in caso di hard Brexit le esportazioni oltre Manica di Padova e Treviso subirebbero una perdita stimabile in 220 milioni di euro solo nel 2021.