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Golf
PILLOLE DI GOLF/351: DOPPIO EAGLE ALL'ULTIMO GIRO, BERGER VINCE L'AT&T PEBBLE BEACH

Il 28enne sorpassa in volata NcNealy, crolla invece Molinari


STATI UNITI - Siamo in California, a Pebble Beach, nella Contea di Monterey, piccola comunità sulla costa del pacifico. Si gioca una Pro-Am atipica, che a causa dell’emergenza sanitaria non viene giocata in compagnia delle celebrità come d’uso, è quindi una normale...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/350: DUSTIN JOHNSON CONFERMA LA SUA LEADERSHIP MONDIALE AL SAUDI INTERNATIONAL

Azzurri nelle retrovie, 33esimo il vicentino Migliozzi


ARABIA SAUDITA - Questa settimana l’Eurotour ha messo in scena il Saudi International, al Royal Greens Golf and Country Club, a King Abdullah Economic City, in Arabia Saudita; ai tee di partenza, ci sono ben sette azzurri, che hanno l’opportunità di giocare con veri big: il...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/349: IL TEXANO PATRICK REED FESTEGGIA ALL'INSURANCE FARMERS OPEN

Gran rimonta di un ritrovato Molinari: da 39° a decimo


LA JOLLA (USA) - Concluso l’American Express con l’ottavo posto in classifica, Francesco Molinari si trova ora impegnato nel Farmers Insurance Open, ancora in California, non più a La Quinta ma a La Jolla - San Diego, al Torrey Pines Golf Course che sorge sul posto dove...continua

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Operazione della Guardia di Finanza di Treviso

RICICLAGGIO DI 382 MILA EURO DERIVANTI DA UNA FRODE FISCALE

Ripulivano i soldi attraverso l'attività del ristorante: denunciati 3 cinesi


TREVISO - Le Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Treviso hanno portato a termine un’operazione a contrasto del riciclaggio dei proventi illeciti di reati fiscali, nei confronti di tre cittadini di origine cinese, residenti tra le province di Treviso e Vicenza. L’accusa per i tre è di aver riciclato 382.000 euro, provenienti da una frode fiscale nel settore del confezionamento dei capi d’abbigliamento.
Le indagini, condotte dalla Compagnia di Treviso, nascono dagli sviluppi dell’operazione “Il sarto”, conclusasi nell’ottobre 2019 con l’arresto dell’autore della frode, realizzata mediante l’utilizzo di false fatture per circa sei milioni di euro.
Gli approfondimenti successivi hanno permesso di accertare che i tre indagati si sono adoperati per consentire al dominus della frode fiscale di rientrare in possesso del denaro derivante dal meccanismo fraudolento finalizzato all’evasione delle imposte.
In particolare, grazie agli accertamenti bancari, all’ascolto di numerosi testimoni e alla ricostruzione della contabilità delle imprese coinvolte, i finanzieri trevigiani sono riusciti a ricostruire lo schema di riciclaggio: due dei tre indagati, gestori di un ristorante di cucina orientale a Galliera Veneta (PD), dopo aver ricevuto bonifici da parte di alcune imprese “cartiere” coinvolte nella frode, hanno consegnato in contanti alla moglie del principale indagato somme di denaro provenienti dalla loro attività di ristorazione, “ripulendo” così il denaro derivante dagli illeciti fiscali.
La “commissione” che veniva riconosciuta ai due ristoratori cinesi era di circa centocinquanta euro per ogni consegna di denaro che avveniva sistematicamente all’interno del ristorante negli orari di chiusura.
La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Padova, competente per territorio in relazione alle condotte di riciclaggio, ha concluso le indagini preliminari nei confronti dei due ristoratori e della moglie dell’arrestato, per i quali si prospetta dunque il processo. La pena per il delitto di riciclaggio va dai 4 ai 12 anni di reclusione. Ai tre sono state inoltre contestate le sanzioni amministrative in materia di antiriciclaggio, per un importo che potrà superare il milione di euro. L’indagato principale, intanto, ha già patteggiato presso il Tribunale di Treviso la pena di tre anni di reclusione per la frode fiscale.
L’operazione della Guardia di Finanza di Treviso testimonia l’approccio “trasversale” alle violazioni economico – finanziarie: non solo contrasto delle frodi fiscali, ma anche lotta al riciclaggio dei proventi illeciti che ne derivano, per evitare che vengano reintrodotti nell’economia legale, andando a inquinare il mercato in danno degli operatori onesti.
 

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