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Golf
PILLOLE DI GOLF/350: DUSTIN JOHNSON CONFERMA LA SUA LEADERSHIP MONDIALE AL SAUDI INTERNATIONAL

Azzurri nelle retrovie, 33esimo il vicentino Migliozzi


ARABIA SAUDITA - Questa settimana l’Eurotour ha messo in scena il Saudi International, al Royal Greens Golf and Country Club, a King Abdullah Economic City, in Arabia Saudita; ai tee di partenza, ci sono ben sette azzurri, che hanno l’opportunità di giocare con veri big: il...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/349: IL TEXANO PATRICK REED FESTEGGIA ALL'INSURANCE FARMERS OPEN

Gran rimonta di un ritrovato Molinari: da 39° a decimo


LA JOLLA (USA) - Concluso l’American Express con l’ottavo posto in classifica, Francesco Molinari si trova ora impegnato nel Farmers Insurance Open, ancora in California, non più a La Quinta ma a La Jolla - San Diego, al Torrey Pines Golf Course che sorge sul posto dove...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/348: FRANCESCO MOLINARI TORNA IN CAMPO ALL'AMERICAN EXPRESS

L'azzurro chiude 8° nel torneo vinto dal coreano Si Woo Kim


LA QUINTA (USA) - Dopo due mesi di stop, finalmente si è sciolta l’incognita sul ritorno al gioco di Francesco Molinari. È passato un po’ dal Master Tournament, l’azzurro è ora tra i protagonisti a La Quinta, in California, nel torneo American Express del PGA...continua

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Operazione della Guardia di Finanza di venezia

SEQUESTRO DI 2,6 MILIONI DI MASCHERINE CHIRURGICHE CON FALSO MARCHIO "CE"

Prodotti cinesi non autorizzati, importatore denunciato


VENEZIA - La Guardia di Finanza di Venezia ha sequestrato 2,6 milioni di mascherine chirurgiche con falso marchio “CE”.
I finanzieri della Compagnia di Chioggia, durante un posto di controllo lungo la Statale Romea, hanno intercettato un autoarticolato con targa polacca con un carico di 1.300 cartoni di mascherine chirurgiche di fabbricazione cinese.
I successivi approfondimenti hanno permesso di appurare che la merce era stata sdoganata in Olanda ed era destinata ad una società con sede a Roma, riconducibile ad un soggetto di nazionalità cinese. Quest’ultimo, contattato dai finanzieri, ha riferito di aver proceduto all’acquisto dei materiali con ordine diretto da un’azienda cinese. Tuttavia, non è stato in grado di fornire alcuna documentazione tecnica di accompagnamento della merce, esibendo esclusivamente una dichiarazione di conformità formalmente rilasciata da un mandatario stabilito nell’Unione Europea.
Quest’ultimo soggetto ha dichiarato di non aver mai avuto alcun rapporto con la società romana destinataria delle mascherine, disconoscendo la certificazione esibita in sede di controllo e precisando che la stessa si riferiva ad una precedente e diversa partita di mascherine acquistate presso il fabbricante cinese e testata da laboratori specializzati, che nulla aveva a che fare con quella oggetto del controllo.
Alla luce di tali riscontri, la marcatura “CE” presente sulle mascherine era da ritenersi indebitamente apposta e, pertanto, l’intero carico è stato sottoposto a sequestro mentre l’importatore è stato denunciato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Venezia per il reato di tentata vendita di prodotti industriali con segni mendaci. Al prezzo al pubblico di 50 centesimi a pezzo, la partita di dispositivi medici avrebbe fruttato oltre 1,3 milioni di euro.

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