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Golf
PILLOLE DI GOLF/351: DOPPIO EAGLE ALL'ULTIMO GIRO, BERGER VINCE L'AT&T PEBBLE BEACH

Il 28enne sorpassa in volata NcNealy, crolla invece Molinari


STATI UNITI - Siamo in California, a Pebble Beach, nella Contea di Monterey, piccola comunità sulla costa del pacifico. Si gioca una Pro-Am atipica, che a causa dell’emergenza sanitaria non viene giocata in compagnia delle celebrità come d’uso, è quindi una normale...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/350: DUSTIN JOHNSON CONFERMA LA SUA LEADERSHIP MONDIALE AL SAUDI INTERNATIONAL

Azzurri nelle retrovie, 33esimo il vicentino Migliozzi


ARABIA SAUDITA - Questa settimana l’Eurotour ha messo in scena il Saudi International, al Royal Greens Golf and Country Club, a King Abdullah Economic City, in Arabia Saudita; ai tee di partenza, ci sono ben sette azzurri, che hanno l’opportunità di giocare con veri big: il...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/349: IL TEXANO PATRICK REED FESTEGGIA ALL'INSURANCE FARMERS OPEN

Gran rimonta di un ritrovato Molinari: da 39° a decimo


LA JOLLA (USA) - Concluso l’American Express con l’ottavo posto in classifica, Francesco Molinari si trova ora impegnato nel Farmers Insurance Open, ancora in California, non più a La Quinta ma a La Jolla - San Diego, al Torrey Pines Golf Course che sorge sul posto dove...continua

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Made in Treviso nel 2020 ha registrato un export di 767 milioni verso l’UK

BREXIT: A RISCHIO LA LEADERSHIP DI TREVISO NELLE ESPORTAZIONI

Confartigianato mette in guardia sulle conseguenze delle più stringenti regole doganali


TREVISO - Tempi dilatati e code per operazioni doganali, nuove norme sull’origine, burocrazia e costi extra più o meno nascosti. La Brexit mette a rischio l’export della Marca Trevigiana, un mercato che nel 2020 ha superato i 767 milioni di euro. È la migliore performance in Veneto e l’undicesima in Italia.
Da circa un mese la Manica è più stretta per l’import della UE dalla Gran Bretagna a causa delle nuove procedure burocratiche.
E da aprile, quando scatteranno i controlli anche per l'import, la situazione potrebbe peggiorare anche per l’export made in Veneto, mettendo in pericolo una bella fetta degli oltre 2.9 miliardi di euro esportati nell’anno della pandemia e soprattutto i 2.350 milioni di euro di saldo commerciale positivo che la nostra Regione vanta nei confronti dell’Inghilterra pari al 1,6% del PIL veneto. Quasi il doppio di quanto vale lo stesso saldo a livello Italia pari allo 0,9% del PIL.
«La situazione è preoccupante su più fronti», mette in guardia Vendemiano Sartor, presidente di Confartigianato Imprese Marca Trevigiana, «da quello logistico, con l’eurotunnel che viaggia a rilento e il sistema doganale inglese che sta soffrendo sotto il carico del nuovo lavoro, a quello informatico, con il disallineamento tra sistemi Ue e Uk. A questo si aggiungono nuovi costi più o meno occulti del sistema di sdoganamento, fino allo spettro del cambio di formula sugli accordi di gestione del trasporto e delle pratiche doganali con nuovi oneri a carico delle imprese. Il nodo è proprio nei trasporti dato che l’88,3% delle merci italiane verso l’UK viaggiano su gomma. Vanno individuate procedure più snelle».
La partita è strategica per la provincia di Treviso che guida l’export veneto verso il Regno Unito. I dati consolidati da gennaio a settembre 2020 confermano questa leadership: oltre 575 milioni di euro di export con saldo commerciale che supera i 520 milioni di euro. Nessun’altra provincia ha fatto meglio in Veneto. La proiezione su tutto il 2020 conferma questo trend positivo, con un saldo commerciale fissato a 694 milioni di euro.
Un mercato che però ora rischia una preoccupante contrazione, che andrebbe ad aggiungersi alle difficoltà della pandemia. «Non dimentichiamo», ammonisce il presidente Sartor, «che sulla competitività delle nostre imprese influisce anche l’apprezzamento dell’euro sulla sterlina registrato nel corso del 2020, +23% a gennaio 2021 sul valore alla date del referendum inglese del 2015».
Purtroppo, il Covid-19 ha lasciato un segno pesante anche sull’export verso il Regno Unito. Nel 2020 le esportazioni venete sono diminuite del -21%, quasi il doppio rispetto al calo italiano (-11,9%) per un calo di 760 milioni di euro, performance peggiore rispetto al -11,2% delle vendite regionali verso tutti i paesi extra UE.
In chiave settoriale, rispetto al medesimo periodo dell’anno precedente, la maggior parte dei settori registra valori in contrazione rispetto ai primi nove mesi del 2019.