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Golf
PILLOLE GI GOLF/354: VA A DECHAMBEAU IL TORNEO DEDICATO AD ARNOLD PALMER

Molinarii, vincitore nel 2019, non supera il taglio


FLORIDA (USA) - Continua la corsa in Florida del PGA Tour. Il torneo in atto a Orlando, è l’Arnold Palmer a invito, in cui il nostro Francesco Molinari è il protagonista, tra i più prestigiosi. Una gara che l’azzurro ha già vinto nel 2019, dopo una hole in...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/353: UOMINI & DONNE, SETTIMANA DI GRANDI TORNEI

Si sono giocati Wgc e PortoRico Open e Gainbridge Lpga


STATI UNITI - Questa settimana il PGA si sdoppia, mette in campo il World Golf Championships a Bradenton in Florida, e il Puerto Rico Open a Rio Grande in Porto Rico. Oltre a questi due, ad attrarre l’attenzione c’è il secondo evento stagionale del massimo circuito americano...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/352: FINALE A SORPRESA AL GENESIS, HOMA VINCE AL SUPPLEMENTARE

Il beniamino di casa supera all''ultimo giro Burns, sempre in testa


LOS ANGELES (USA) - Era alla 95esima edizione questo torneo del PGA Tour, a cui hanno partecipato ben otto tra i migliori dieci giocatori al mondo. Si è disputato al Riviera Country Club, nel Temescal Gateway Park, situato entro i confini della città di Los Angeles; un territorio...continua

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Prelievo dalle casse aziendali: nel suo conto personale 186 mila euro

CAORLE, BANCAROTTA FRAUDOLENTA E AUTO-RICICLAGGIO

Azienda edile fallita, imprenditore indagato


VENEZIA - La Guardia di Finanza di Venezia ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari emesso dalla Procura di Pordenone nei confronti dell’amministratore unico di una società responsabile dei reati bancarotta fraudolenta e auto-riciclaggio. Il provvedimento scaturisce dall’esito delle investigazioni condotte dai militari della Tenenza di Caorle, sotto la direzione della Procura pordenonese, in merito al fallimento di un’azienda edile del comune litoraneo.
Gli accertamenti dei finanzieri hanno permesso di verificare che il dissesto aziendale non era stato determinato dalla crisi economica ma dal comportamento tenuto dall’amministratore che, a più riprese, ha sottratto beni e risorse finanziarie dalla società.
Nonostante l’amministratore avesse consegnato al curatore fallimentare le scritture contabili solo un anno dopo la dichiarazione del fallimento, rendendo così oltremodo difficoltosa la ricostruzione dell’attivo patrimoniale, l’esame dei conti correnti bancari della società e personali dell’amministratore ha permesso di rilevare che, anche durante il periodo della procedura fallimentare, erano state concluse diverse operazioni di prelievo dalle casse aziendali – tra emissione di assegni, prelievi di cassa, bonifici bancari – per un importo complessivo di 186.000 euro, che avevano comportato, di fatto, la distrazione di somme di denaro che avrebbero dovuto essere destinate a soddisfare i creditori.
Ipotesi di auto-riciclaggio sono altresì emerse in relazione ad altre condotte distrattive dal patrimonio della società poste in essere dall’amministratore.
La prima è relativa ai proventi delle pigioni derivanti dall’affitto di immobili intestati alla società che, anziché confluire nell’attivo patrimoniale, sono stati canalizzati sul conto corrente personale dell’amministratore con la causale “rimborsi”, in realtà non dovuti né giustificati.
La seconda riguarda, invece, un’auto di grossa cilindrata parimenti intestata alla ditta fallita, di cui è stata simulata la cessione a un’altra azienda riconducibile all’amministratore a un prezzo irrisorio, giustificato da una falsa dichiarazione di stato incidentale.