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Golf
PILLOLE GI GOLF/354: VA A DECHAMBEAU IL TORNEO DEDICATO AD ARNOLD PALMER

Molinarii, vincitore nel 2019, non supera il taglio


FLORIDA (USA) - Continua la corsa in Florida del PGA Tour. Il torneo in atto a Orlando, è l’Arnold Palmer a invito, in cui il nostro Francesco Molinari è il protagonista, tra i più prestigiosi. Una gara che l’azzurro ha già vinto nel 2019, dopo una hole in...continua

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PILLOLE DI GOLF/353: UOMINI & DONNE, SETTIMANA DI GRANDI TORNEI

Si sono giocati Wgc e PortoRico Open e Gainbridge Lpga


STATI UNITI - Questa settimana il PGA si sdoppia, mette in campo il World Golf Championships a Bradenton in Florida, e il Puerto Rico Open a Rio Grande in Porto Rico. Oltre a questi due, ad attrarre l’attenzione c’è il secondo evento stagionale del massimo circuito americano...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/352: FINALE A SORPRESA AL GENESIS, HOMA VINCE AL SUPPLEMENTARE

Il beniamino di casa supera all''ultimo giro Burns, sempre in testa


LOS ANGELES (USA) - Era alla 95esima edizione questo torneo del PGA Tour, a cui hanno partecipato ben otto tra i migliori dieci giocatori al mondo. Si è disputato al Riviera Country Club, nel Temescal Gateway Park, situato entro i confini della città di Los Angeles; un territorio...continua

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Inizia l'anno dedicato da papa Francesco a genitori e figli

"ASCOLTIAMO LE FAMIGLIE E SOSTENIAMOLE: NE HANNO BISOGNO E DIRITTO"

L'appello del vescovo di Treviso nella solennitą di San Giuseppe


TREVISO - Un omaggio alle famiglie, “senza le quali non avremmo potuto sostenere la crisi come abbiamo fatto, come stiamo facendo. Non possiamo chiedere loro soltanto, senza dare nulla in cambio: dobbiamo almeno riconoscerne il valore e metterci insieme, tutti, persone e istituzioni, a loro servizio”. Un omaggio rivolto dal vescovo di Treviso, Michele Tomasi, nella celebrazione eucaristica in cattedrale ieri sera, 19 marzo, nella solennità di san Giuseppe. Un giorno scelto da papa Francesco per dare inizio all’anno “Amoris laetitia”, dedicato all’annuncio del Vangelo della famiglia, secondo la strada tracciata dall’enciclica che il Papa ha firmato proprio cinque anni fa, nella festa di San Giuseppe.
Mons. Tomasi ha ricordato le condizioni nelle quali la festa di san Giuseppe era stata celebrata l’anno scorso, nella cripta della cattedrale, con pochissime persone. “In quel contesto difficile avevo affidato tutta la nostra Diocesi alla protezione e all’intercessione di San Giuseppe, soprattutto perché riconoscevo la necessità di non richiuderci nel limite e nella paura. In San Giuseppe avevo visto quell’intercessione così profondamente umana e forte di cui sentivamo davvero il bisogno, per poter vivere concretamente l’amore che la fede continuava e continua a risvegliare in noi. Soprattutto vedevo la necessità - nel limite di quel confinamento improvviso, di quell’assordante silenzio - di sperimentare la realtà della buona notizia del Vangelo prendendoci realmente cura gli uni degli altri”.
Un affidamento che ieri sera si è ripetuto, recitando insieme - i numerosi concelebranti e i fedeli, quelli presenti e quelli collegati da casa in diretta streaming - una preghiera al santo composta da papa Francesco.
Nella vicenda narrata dall’evangelista Luca - lo smarrimento e il ritrovamento di Gesù dodicenne al tempio di Gerusalemme - mons. Tomasi ha letto una vicinanza con ciò che stiamo vivendo: “Quell’episodio ha creato in loro un dolore e un’angoscia che rende così vicini a noi Maria e Giuseppe alle nostre paure e tribolazioni, alle nostre angosce e fatiche, soprattutto in questo tempo così complicato. Penso alla distanza e all’assenza di tanti che hanno perso i loro cari, o che hanno visto ridurre le loro relazioni vitali, come gli anziani, a casa o nelle case di riposo, e le tante persone che hanno bisogno di intensità di contatto che le norme tendono a impedire. Se Maria e Giuseppe, vicini al Signore Gesù con un legame così speciale e unico, giungono a rimproverarlo per la sua «fuga», noi ci sentiamo meno fragili e deboli, autorizzati in un certo senso a invocarlo con forza, a ricordargli di essere vicino e presente. A continuare a chiedergli aiuto e forza nella prova che ci fa piccoli e sperduti, in questa novità, inaspettata, che ha fatto irruzione nella nostra vita. Novità – ha ricordato il Vescovo - che forse avremmo potuto attenderci con una maggiore attenzione alla verità, alla giustizia sociale, alla salvaguardia del creato, ma che nondimeno ci ha sorpresi e che ancora oggi, a distanza di un anno dal suo inizio, facciamo ancora fatica a comprendere del tutto”.
Maria e Giuseppe ci danno un grande insegnamento, ha aggiunto mons. Tomasi: “Essi non compresero ciò che aveva detto loro, dice l’evangelista, eppure si rimisero in cammino, riflettendo e pregando su quanto era loro accaduto e ricominciarono la loro vita insieme. La nostra fatica, la paura, anche l’angoscia fanno parte della nostra vita di fronte all’irruzione di eventi improvvisi, ma non sono l’ultima parola, non sono esse a darci il senso della vita. Nel limite, anche nella mortalità della nostra esistenza, siamo chiamati a cogliere il senso del vivere e dell’amare, e a imparare a scoprire nella quotidianità la presenza sempre nuova e vitale di Gesù. Come allora ragazzo a Nazareth, così ora, egli Risorto vive con noi, si mette a nostra disposizione. Come la vita della famiglia di Nazareth, anche la nostra e quella delle nostre famiglie è un compito «artigianale» di costruzione di relazioni buone, di solidarietà fraterna, di cura reciproca. Anche di trasmissione della fede come sostanza, sostegno e forza di vita”.
È papa Francesco che esorta a riprendere cammini fatti di “tenerezza e di coraggio, di realismo e di ascolto della vita concreta delle nostre famiglie, perché possano essere davvero cellule della società e piccole chiese domestiche. Quanta strada - ammette il Vescovo - abbiamo ancora da fare, società e Chiesa, perché questo si realizzi davvero, e perché le famiglie abbiano il sostegno e l’accompagnamento di tutti noi. Sostegno ed accompagnamento di cui hanno bisogno e a cui hanno diritto”.
“È questo - ha concluso mons. Tomasi - il senso dell’anno che inizia proprio oggi, un percorso di ascolto delle esigenze e dei bisogni delle famiglie, perché diventino davvero protagoniste della vita della Chiesa e della società. Le affidiamo all’intercessione tenera e forte di san Giuseppe, Padre dal coraggio creativo”.