Bello, divertente, è uno spettacolo andar per la città con mazze da Golf su strade e piazze pregne d’arte, preparate per acconsentire agli amanti del Golf di tirare palline godendo la vista di monumenti e palazzi.

Forse non sembrerebbe, ma si godono  bene le bellezze della città, è come una visita turistica fatta lentamente, gli occhi scoprono angoli nuovi, interessanti. Certo, è promozione turistica sia per la città, che per il Golf. Vorrei chiarire che per questa disciplina sportiva non è sufficiente tirare il potente colpo magari lungo 2/300 mt, vale la padronanza della tecnica, che porta alla precisione del tiro (giusta lunghezza e direzione). È chiaro che questa si  raggiunge maggiormente nel tiro misurato, corto. In queste manifestazioni il colpo di Golf non può che essere di precisione.

È di spettacolo l’incontro, un po’ in chiave goliardica, ancora meglio, è allegria, lascia il segno: cittadini e turisti a vederci si appassionano al Golf.

Pensata e organizzata da mister Kurt, personaggio di chiaro spessore organizzativo, la manifestazione dal titolo «In City Golf» è stata una idea apprezzabilissima.

È divenuta ormai famosa in Europa, dal 2010 sono molte le città d‘arte o le località di sogno in cui si è svolta. La ritengo a pieno titolo un allegro evento culturale. Ad accompagnarci erano 18 ragazze, studentesse dell’Istituto “Can Grande della Scala”.

Ci hanno condotto accanto e dentro ai monumenti, facendoci respirare la storia della città che di storia ne ha da vendere. Come a Verona, le CityGolf di Firenze, Trieste, Berlino, Vienna per citarne alcune.

Questa di Verona è stata sabato 27 settembre, con la città invasa da golfisti e da curiosi.

La registrazione dei giocatori era in quell’eccellenza di albergo, il “Due Torri” divenuto per l’occasione la Club House del torneo. Con accoglienza da gran signori ci è stata fornita una ricca

colazione dolce – salato, e sono state selezionate le squadre. Per l’intera giornata quel signorile albergo ha reso disponibili le sue preziose sale affrescate, e ha poi concluso la sua ospitalità con il Gala Dinner, che per tradizione chiude la manifestazione.

Oltre che da me la mia squadra era composta da Elio, Giuseppe, e Paola, caddie costei,

valida  per tutto il team. Infaticabile, alla costante attenzione che qualcuno di noi non si perdesse in mezzo a tanta folla, Paola univa il garbo e la gentilezza che abbiamo tanto apprezzato. Alla partenza eravamo in allarme per  le previsioni del tempo, che se rispondenti alla realtà, sarebbe stato tutto sciupato.  Cielo nero, due gocce sono scese mentre ci portavamo alla postazione di partenza, poi il maltempo ha risparmiato  il nostro gioco: non è piovuto per tutto il giro, la pioggia è scesa, ma a gara ultimata. Sicuramente ha interceduto Kurt,

che ha conoscenze importanti là in alto! Eravamo attrezzati per il maltempo tanto strombazzato, gli indumenti sono stati di desiderato impaccio.

Il maggior allestimento era in Piazza Bra, dove era offerta a tutti  la possibilità di provare il Golf, un’occasione per avvicinarlo. Qui cerano più postazioni, noi siamo andati direttamente alla 14 dove una funicolare ci ha condotti sul colle a Castel san Pietro, da cui abbiamo iniziato i nostri colpi di Golf. Da lì a seguire, tutte le 18 tappe, in analogia alle 18 buche del Golf classico. Ecco le principali: Piazza delle Erbe, il Camminamento della Gran Guardia, Piazza Brà, l’Arena,

Piazza dei Signori, concludendo un po’ affaticati, il percorso in quel sopraffino Hotel “Due Torri”. Fantastico!

Eravamo  72 giocatori provenienti da varie parti d’Italia, e non solo Italia. C’erano Austriaci, Francesi, Svizzeri, Tedeschi, la compagine Hickory Golf, tra cui anch’io, equipaggiata con attrezzatura di foggia precedente al 1935, e adeguatamente abbigliata. Inutile dire che lo sguardo dei presenti ci sorrideva. Ancor più che a noi, l’’attenzione era però per la compagnia dei Cantanti e

Musicisti, capeggiata da Mal dei Primitives, compreso ad aderire alle frequenti richieste di selfie.

Erano vari i metodi di conclusione della tappa: andare più vicino alla bandiera, mandar la pallina in buca, farla passare in una finta finestra (qui ho avuto successo anch’io), colpire e far cadere i bussolotti, e molto altro. Il più difficile, colpire la pallina in movimento che usciva da un condotto. Un colpo tra i più speciali è stato da un terrazzo dell’Arena, far entrare dentro a una vettura di lusso scoperta, sottostante sul piazzale (troppo difficile, anche per la presenza di vento).

Mi è stato chiesto da qualcuno chiarimenti sul rischio di far del male alle persone nel volo della pallina. Sono in gomma piuma, peso insignificante, non possono far male.

Durante la cena a cinque stelle, ci son state le premiazioni; son comparsi alcuni parimerito, si son dovuti sostenere gli spareggi, risolti con il putt in green preparato in sala. Non è mancata l’esibizione canora, sempre ottima di Mal (Paul Bradley Couling). Aveva validamente partecipato alla competizione, è riuscito poi a emozionare i presenti con i suoi brani più celebri.

Tutti hanno manifestato contentezza per aver partecipato al bell’incontro.          

Applausi a Kurt                       Paolo Pilla