Qualità, territorio e sostenibilità al centro dell’undicesima edizione di Treviso Slow Wine, conclusa domenica 1 febbraio a Treviso.

Si è conclusa domenica 1 febbraio, all’Hotel Maggior Consiglio, l’undicesima edizione di Treviso Slow Wine, la manifestazione organizzata dalla Condotta Slow Food di Treviso, che anche nel 2026 ha confermato il proprio ruolo di riferimento per la cultura del vino nel Nord-Est.
Protagoniste 66 cantine provenienti da Veneto, Friuli Venezia Giulia, Trentino-Alto Adige e Slovenia, con 9 nuove partecipazioni e circa 300 etichette selezionate dalla Guida Slow Wine di Slow Food Editore. Un’edizione di alto profilo, con 10 cantine “Chiocciola” e 28 “Top Wine”, riconosciute per la qualità e l’interpretazione dei valori del “buono, pulito e giusto”.

Centinaia le presenze complessive tra visitatori, produttori e addetti ai lavori, con un pubblico intergenerazionale e internazionale, sempre più attento ai temi della sostenibilità e della valorizzazione del territorio. Grande successo per le masterclass, entrambe sold out, e per la degustazione guidata dedicata al Recioto della Valpolicella, primo Presidio Slow Food del vino in Veneto.
Tra le presenze istituzionali, l’assessore regionale Dario Bond, l’assessora comunale Rosanna Vettoretti e Patrizia Loiola, vicepresidente Slow Food Veneto e coordinatrice regionale della Guida Slow Wine.

Treviso Slow Wine ha confermato anche la sua dimensione comunitaria e partecipativa, con un aumento dei tesseramenti, soprattutto tra gli under 30, e il contributo fondamentale di 40 volontari, dai più piccoli agli over 80.

Importante infine l’attenzione all’ambiente: raccolti 2 kg di tappi di sughero nell’ambito del progetto di economia circolare realizzato con Amorim Cork Italia e Alternativa Ambiente, destinato alla bioedilizia e al design.
Con undici anni di storia, Treviso Slow Wine si conferma un progetto culturale e territoriale capace di unire qualità enologica, sostenibilità e partecipazione.