Il Soprano e Docente Cristina Mantese al microfono di Radio Veneto sull’iniziativa “ANGELO MORI omaggio all’Artista, al Maestro, alla Persona” – domenica 17 Maggio ore 16.00, storicasededella Pro Loco di Col San Martino in piazza Rovere

“Angelo Mori. Un omaggio all’Artista, al Maestro, alla Persona”, una giornata dedicata al ricordo del grande tenore , figura amata e profondamente legata alla storia musicale e umana anche del suo territorio. L’iniziativa, si avvale del patrocinio del Comune di Farra di Soligo, è stata fortemente voluta e ideata dall’Associazione La Posta in Gioco di Vidor ma anche realizzata, è il caso di sottolinearlo, di concerto con la Pro Loco di Col San Martino.

L’intento quello di restituire alla comunità il profilo di un artista che ha attraversato il mondo dell’opera con talento, rigore e generosità, ma anche di far conoscere alle nuove generazioni un uomo capace di lasciare un segno duraturo in chi lo ha conosciuto, ascoltato e seguito nel suo percorso.

Non sarà soltanto un momento commemorativo, ma un incontro fatto di parole, musica e testimonianze: un’occasione per riportare alla luce la voce e la personalità oltre all’eredità artistica di Angelo Mori, conosciuto da molti semplicemente come Lino, e per raccontare il legame profondo che univa la sua esperienza musicale alla vita della comunità.

Formatosi al Centro di Avviamento del Teatro Lirico del Teatro La Fenice e legato all’insegnamento di Marcello Del Monaco, Angelo Mori fu un tenore di carriera internazionale, interprete di un ampio repertorio lirico e verista affrontato in importanti teatri italiani ed europei, dalla Scala di Milano al Liceu di Barcellona, fino alla Carnegie Hall, alla Wiener Staatsoper e alle scene tedesche.

Angelo Mori non appartenne alla categoria dei divi costruiti dal clamore, ma a quella, più silenziosa e spesso più resistente, degli artisti che attraversano il teatro con mestiere, voce, disciplina e una riconoscibile serietà interpretativa.

Nato a Tolosa nel 1934, figlio di una famiglia italiana emigrata in Francia, Angelo Mori si avvicinò presto al canto e costruì il proprio percorso artistico nel solco della grande tradizione tenorile italiana. Il debutto avvenne in Mondi celesti e infernali di Gian Francesco Malipiero; fu però il Duca di Mantova in Rigoletto a portare il giovane Angelo Mori all’attenzione della critica. Quel ruolo sarebbe rimasto tra i più significativi del suo percorso, accompagnandolo in alcune tappe importanti calcando palcoscenici internazionali come la Wiener Staatsoper. Nel corso della carriera affrontò alcuni tra i principali ruoli del repertorio italiano e francese, da Don José in Carmen a Cavaradossi in Tosca, da Radamès in Aida a Don Alvaro nella Forza del destino, fino a Turiddu, Pinkerton, Pollione e Andrea Chénier.

Accanto all’attività teatrale, Mori dedicò una parte importante della propria vita alla trasmissione del sapere musicale. Per anni fu docente al Conservatorio di Trieste e di Castelfranco Veneto dove contribuì alla formazione di giovani cantanti, portando nell’insegnamento la stessa serietà che aveva caratterizzato il suo percorso scenico: attenzione alla tecnica, rispetto della parola, consapevolezza del personaggio e responsabilità verso il teatro.

Il pomeriggio dell’evento, vedrà la partecipazione di Cristina Mantese soprano e allieva del maestro, e di Carlo Emilio Tortarolo, direttore d’orchestra e critico musicale, chiamato a guidare un percorso tra testimonianze e ascolti di alcune storiche esecuzioni nelle quali è documentata la voce di Mori.

Inoltre graditi ospiti chiamati ad intervenire, colleghi artisti e testimoni che, a diverso titolo, hanno incrociato il percorso umano e musicale di Angelo Mori: Donella Del Monaco, il cui nome richiama anche il legame di Mori con il maestro Marcello Del Monaco; i soprani Elisabetta Battaglia e Sandra Pozzati; i tenori Francesco Grollo e Maurizio Saltarin.

A sostenere musicalmente l’incontro sarà il direttore d’orchestra Eddi De Nadai, che al Conservatorio di Trieste fu accanto ad Angelo Mori nel ruolo di pianista collaboratore durante la sua attività di docente.

Al centro della giornata vi sarà dunque una memoria corale: quella di un artista dalla voce sicura e riconoscibile, cresciuto nel solco della grande tradizione lirica italiana, e di un maestro che ha saputo trasmettere ai più giovani non solo competenze tecniche, ma un’idea alta e responsabile del mestiere teatrale.

La giornata di Col San Martino nasce dal desiderio di trasformare il ricordo in una presenza viva: un’ occasione di ascolto, racconto e condivisione.

Un omaggio ad Angelo Mori e, insieme, dare luce alla relazione profonda che un artista può costruire con il proprio tempo, con i propri allievi e con la comunità che ne custodisce la memoria.

L’ingresso è libero.