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Golf
PILLOLE DI GOLF/222: FRANCESCO MOLINARI PRIMO ITALIANO A TRIONFARE NEL PGA TOUR

L'azzurro stravince il Quicken Loans National a Potomac


POTOMAC (USA) - Non mi dirà più il mio caro amico Fabrizio: "Molinari è bravo, ma non abbastanza! È quasi sempre nelle prime posizioni, ma non è capace di tirare fuori le p.… e portare a casa una vittoria nel PGA". Mi facevano soffrire queste parole,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/221: AIGG, DOPPIA TAPPA PIEMONTESE AL BOGOGNO

I due persorsi del circolo novarese ospitano i giornalisti


BOGOGNO (NO) - In questa vallata del contado novarese, terra un tempo devota a Diana, dea dei boschi, già possedimento dei Visconti, degli Sforza, dei Borromeo, il cui abitato è contornato di colline moreniche, c’è il Golf Bogogno, “Castrum Novum” che...continua

Golf
CAMPI DA GOLF/18: GOLF CLUB TRIESTE

Tra il Carso e il mare, lo storico campo del Friuli Venezia Giulia


TRIESTE - Trieste, città cosmopolita dallo spirito indomito, con qualche nostalgia dell’impero austroungarico, è città affascinante, punto cospicuo della struttura europea, adagiata sulla stretta striscia di territorio di quell’altopiano carsico a cavallo tra il...continua

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Rinviate a giudizio Layla Omar Abdullai, Elisa Bacchion e Maria Rosaria Russo

NEONATA MORTA: GINECOLOGA E DUE OSTETRICHE A PROCESSO

Montebelluna: omicidio colposo per il decesso di Gaia Fontebasso


TREVISO – (gp) Una ginecologa e due ostetriche rinviate a giudizio per la morte della piccola Gaia, la primogenita di Laura Girardi e Gastone Fontebasso, i titolari del bar trattoria “Da Paolo” a Cusignana, deceduta dopo appena sei giorni dal parto. Il gup Elena Rossi ha infatti deciso che gli elementi raccolti dal pubblico ministero erano sufficienti per mandare di fronte al giudice il prossimo 4 aprile la dottoressa Layla Omar Abdullai, 42enne somala di nascita ma residente a Montebelluna, e le infermiere Maria Rosaria Russo, 31enne napoletana di Montebelluna, ed Elisa Bacchion, 33enne castellana residente a Resana. Per tutte l'accusa è di omicidio colposo in concorso. Stando alla ricostruzione dell'accusa, in qualità di medico ginecologo e di ostetriche presso il reparto di ostetricia dell'ospedale di Montebelluna, per “negligenza, imperizia o imprudenza non impedivano la morte per edema cerebrale acuto dovuto a un insulto ipossico-ischemico durante il travaglio con conseguente arresto cardio- circolatorio” della piccola Gaia. Nello specifico gli inquirenti contestano alle tre imputate di non aver riconosciuto la presenza di un tracciato cardiografico indicativo di alterazioni di frequenza cardiaca della nascitura che rivelava una grave sofferenza fetale. In altre parole per l'accusa la piccola poteva essere salvata. E allo stesso modo la pensano i genitori di Gaia che avevano chiesto che venisse fatta chiarezza su un decesso inspiegabile, come loro stessi avevano dichiarato. Inspiegabile anche per i medici che avevano dichiarato che “il periodo di gravidanza era stato normale, tutti i monitoraggi avevano evidenziato che tutto procedeva regolarmente”. I fatti risalgono alla notte tra il 9 e il 10 maggio del 2010. Alle 23.10 Laura Girardi entrò in sala parto per dare alla luce la sua prima figlia. Alle 3.32 la piccola nacque: fu proprio la madre a capire subito che qualcosa non andava non sentendo la neonata piangere. Gaia non respirava e i medici la rianimarono e alle 6 decisero il trasferimento al centro neonatale di Padova. Sei giorni di tentativi non bastarono a salvare la vita alla piccola, morta il 16 maggio. Secondo la Procura l'equipre medica dell'ospedale di Montebelluna non avrebbe attuato “misure urgenti e iniziative volte a monitorare con adeguata continuità l'andamento delle condizioni del feto”, oltre a non accelerare il parto avvenuto in totale assenza della registrazione del battito cardiaco della piccola.