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Golf
PILLOLE DI GOLF/222: FRANCESCO MOLINARI PRIMO ITALIANO A TRIONFARE NEL PGA TOUR

L'azzurro stravince il Quicken Loans National a Potomac


POTOMAC (USA) - Non mi dirà più il mio caro amico Fabrizio: "Molinari è bravo, ma non abbastanza! È quasi sempre nelle prime posizioni, ma non è capace di tirare fuori le p.… e portare a casa una vittoria nel PGA". Mi facevano soffrire queste parole,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/221: AIGG, DOPPIA TAPPA PIEMONTESE AL BOGOGNO

I due persorsi del circolo novarese ospitano i giornalisti


BOGOGNO (NO) - In questa vallata del contado novarese, terra un tempo devota a Diana, dea dei boschi, già possedimento dei Visconti, degli Sforza, dei Borromeo, il cui abitato è contornato di colline moreniche, c’è il Golf Bogogno, “Castrum Novum” che...continua

Golf
CAMPI DA GOLF/18: GOLF CLUB TRIESTE

Tra il Carso e il mare, lo storico campo del Friuli Venezia Giulia


TRIESTE - Trieste, città cosmopolita dallo spirito indomito, con qualche nostalgia dell’impero austroungarico, è città affascinante, punto cospicuo della struttura europea, adagiata sulla stretta striscia di territorio di quell’altopiano carsico a cavallo tra il...continua

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Nel corso di un incidente probatorio una romena di 25 anni conferma le accuse

SFRUTTATA DALLA FAMIGLIA DEL SUO RAGAZZO: PARLA LA VITTIMA

Sotto inchiesta padre, madre e figlio residenti a Zero Branco


ZERO BRANCO – (gp) Padre, compagna e figlio vivevano con i soldi ottenuti mandando sulla strada a prostituirsi la fidanzata del giovane, una 25enne romena. Stando alle accuse la giovane era costretta a vendersi sul Terraglio a Mogliano Veneto e a consegnare parte del denaro alla sua famiglia adottiva mentre una quota veniva inviata in Romania, alla madre. Dichiarazioni messe nero su bianco proprio dalla vittima nel corso di un incidente probatorio in cui ha confermato le accuse mosse a carico di Bardh Marku, albanese di 41 anni residente a Zero Branco, Maria Mirabela Popa, 28enne romena compagna dell'uomo e ballerina di lap dance al “Prestige” di Scorzè ed il 18enne Lazer Marku, figlio dell'uomo. I tre, finiti in manette al termine di un'indagine condotta dalla Squadra Mobile di Treviso il 24 ottobre scorso, sono accusati di induzione, sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione. La 25enne, in Italia almeno dall'inizio dell'anno e ospitata dalla famiglia del fidanzato, vendeva il proprio corpo all'incrocio con via Ruffino. Guadagnava mediamente tra i 500 e i 600 euro a sera, che sarebbero stati puntualmente consegnati agli sfruttatori che si sarebbero poi occupati di inviarne una parte in patria. Ad avviare l'indagine era stata, nel giugno 2011, una lucciola romena che raccontò alla polizia di essere stata avvicinata dal 41enne albanese che la costringeva a vendere il proprio corpo. La denuncia non aveva trovato riscontri ma aveva permesso di ricostruire un'altra vicenda di sfruttamento: il sospetto era che la squillo in questione avesse voluto segnalare alla polizia l'uomo per “danneggiare la concorrenza”. In realtà poco importa per quale motivo la lucciola avesse parlato: gli agenti sono riusciti a portare a galla una vicenda di sfruttamento che la vittima ha confermato e ricostruito per filo e per segno di fronte al giudice.