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Golf
PILLOLE DI GOLF/222: FRANCESCO MOLINARI PRIMO ITALIANO A TRIONFARE NEL PGA TOUR

L'azzurro stravince il Quicken Loans National a Potomac


POTOMAC (USA) - Non mi dirà più il mio caro amico Fabrizio: "Molinari è bravo, ma non abbastanza! È quasi sempre nelle prime posizioni, ma non è capace di tirare fuori le p.… e portare a casa una vittoria nel PGA". Mi facevano soffrire queste parole,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/221: AIGG, DOPPIA TAPPA PIEMONTESE AL BOGOGNO

I due persorsi del circolo novarese ospitano i giornalisti


BOGOGNO (NO) - In questa vallata del contado novarese, terra un tempo devota a Diana, dea dei boschi, già possedimento dei Visconti, degli Sforza, dei Borromeo, il cui abitato è contornato di colline moreniche, c’è il Golf Bogogno, “Castrum Novum” che...continua

Golf
CAMPI DA GOLF/18: GOLF CLUB TRIESTE

Tra il Carso e il mare, lo storico campo del Friuli Venezia Giulia


TRIESTE - Trieste, città cosmopolita dallo spirito indomito, con qualche nostalgia dell’impero austroungarico, è città affascinante, punto cospicuo della struttura europea, adagiata sulla stretta striscia di territorio di quell’altopiano carsico a cavallo tra il...continua

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L'avv. Franchini: "Decisione presa per salvare azienda e posti di lavoro"

EVASIONE FISCALE ALLA JESSE: PATTEGGIAMENTO A 16 MESI

Alessandro Jesse ha già concordato un piano di rientro con il fisco


GAIARINE - (gp) Alessandro Jesse ha patteggiato sedici mesi di reclusione, con sospensione condizionale della pena, per l'evasione fiscale milionaria dell'azienda di Francenigo di cui è alla guida. La decisione del patteggiamento è scaturita dalla volontà dello stesso Alessandro di salvaguardare l'azienda dando continuità alla linea produttiva e di salvare i posti di lavoro di coloro che l'hanno portata ai vertici del settore del legno arredo. Come sottolineato dai suoi legali, gli avvocati Antonio Franchini e Anna D'Agostino, la quantificazione della pena è frutto del comportamento non solo processuale ma anche in fase d'indagine del loro assistito, che ha sempre collaborato con la Procura di Treviso mettendo a disposizione i beni della società. Il gip di Treviso, nel corso dell'inchiesta, aveva infatti disposto il sequestro preventivo di beni per un controvalore di 9 milioni di euro. Beni poi dissequestrati e impiegati per aumentare il capitale societario, ulteriore segno della volontà di far proseguire l'attività dell'azienda. Circostanza, come le precedenti, sottolineata anche dal pm Giovanni Valmassoi nel corso della discussione di fronte al gup Silvio Maras. A giocare un altro punto a favore della difesa, e al non accanimento dell'accusa, il fatto che Alessandro Jesse ha sottoscritto un'ipoteca volontaria nei confronti dell'Agenzia delle Entrate per rientrare del debito accumulato negli anni contestati, ovvero il triennio 2009-2011. Piano di rientro già presentato e che verrà formalizzato nel dettaglio nelle prossime settimane per quantificare oltre al debito con l'erario anche i relativi interessi.