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Golf
PILLOLE DI GOLF/235: ALLA MONTECCHIA LA COPPA DEL MONDO DI TURKISH AIRLINES

Fa tappa in Veneto il campionato amatoriale sostenuto dalla compagnia aerea


SELVAZZANO DENTRO - Con una certa curiosità ho aderito all’invito propostomi dalla compagnia aerea, di partecipare al Turkish Airlines World Golf Cup 2018, inviatomi per tramite dell’Ufficio Stampa italiano della stessa; bello, han fatto le cose molto bene, degne del Club che li...continua

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PILLOLE DI GOLF/234: MOLINARI DECISIVO NELLA RYDER CUP

L'azzurro trascina l'Europa alla vittoria sugli Usa


PARIGI - La tanto attesa storica sfida che ogni due anni mette in competizione gli Stati Uniti d’America e il Vecchio Continente, l’unica competizione in cui l’Europa ha una propria “Nazionale”, gioca sotto un’unica bandiera. I previsti 270mila spettatori, hanno...continua

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PILLOLE DI GOLF/233: FEDEX CUP, IL RITORNO ALLA VITTORIA DI WOODS

Tiger trionfa ad Atlanta, classifica finale a Justin Rose


TREVISO - Istituita nel 2007, la FedEx Cup è un insieme di quattro tornei settimanali del PGA Tour; è una corposa manifestazione di Golf, con il merito di aver introdotto, per prima, il sistema playoff nel golf professionistico. Le gare infatti, quattro, che sono anche la conclusione...continua

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Ad Asolo uno spettacolo fa rivivere la storia d'amore scoppiata nel 1894

DUSE E D'ANNUNZIO, UN AMORE IN 700 LETTERE

La Divina e il Vate si scrissero settecento lettere


ASOLO. Il sentimento tra il Vate e la Divina sbocciò a Venezia nel 1894 e tra passione, crisi e gossip durò una decina d’anni, avendo come scenario anche la “Città dei cento orizzonti”: intenso e totalizzante, è documentato da un fitto carteggio, dal quale il regista Giuseppe Emiliani ha tratto lo spettacolo. Gli interpreti sono due colonne del teatro nazionale, una coppia sul palcoscenico e nella vita.

L’organizzazione della serata, al Teatro Duse alle 20.45, è a cura dell’Academia dei Rinnovati, associazione che si pone in continuità con gli intenti dell’omonimo gruppo costituito nel 1750 da dieci patrizi asolani, ovvero promuovere la cultura del territorio e il territorio attraverso la cultura.

Sono trascorsi cent’anni da quando l’amore, intenso e totalizzante, incendiava le circa settecento lettere che Eleonora Duse, la Divina, e Gabriele D’Annunzio, il Vate, iniziarono a scambiarsi dopo l’incontro a Venezia nel 1894: il carteggio intercorso tra loro restituisce lo spaccato di un’epoca, di un mondo, e ad esso è ispirato il recital “A Ghisola, tuo Gabri” ideato dal regista veneziano Giuseppe Emiliani e che sarà portato in scena da Giancarlo Dettori e Franca Nuti sabato 29 settembre alle 20.45 al Teatro Duse di Asolo (unica data veneta), nel borgo trevigiano che fece da sfondo al sentimento dell’attrice e del poeta, grazie all’Academia dei Rinnovati, che ha promosso e organizzato l’iniziativa in collaborazione con il Comune di Asolo.

Eleonora Duse è una delle tre grandi donne di Asolo, assieme alla regina Caterina Cornaro e alla viaggiatrice e scrittrice Freya Stark: iniziò a frequentare il borgo nel 1892, vi prese casa nel 1920 e volle infine esservi sepolta nel 1924. L’Academia dei Rinnovati, associazione fondata a fine 2017 che si pone in continuità con gli intenti dell’omonimo gruppo costituito nel 1750 da dieci patrizi asolani, ovvero promuovere la cultura del territorio e il territorio attraverso la cultura attualizzando i propri messaggi e iniziative,si propone di riaccendere l’attenzione sul personaggio e sulla vita della Duse, svelando anche gli aspetti di fragilità e debolezza della Divina, nella certezza che questi potranno farcela amare ancora di più.

La passione, ma anche la tenerezza: quello tra la Duse e D’Annunzio fu un amore tormentato, l’incontro - scontro tra due differenti modi di vivere la relazione di coppia, eppure delicato, come testimonia il nomignolo “Ghisola” (dal nome dantesco Ghisolabella) con cui il Vate chiamava, nella dolcezza dei momenti più intimi, la prima delle dive. Una liaison, la loro, che ebbe anche un risvolto nelle vite professionali: lei, attrice affermata, trovò la penna che cercava per dare vita a nuovi testi capaci di superare il suo repertorio tradizionale, lui, giovane poeta, scoprì in lei l’ispirazione per numerosi componimenti, oltre che il supporto e i finanziamenti per le messe in scena.

Chi meglio di una delle più grandi coppie del teatro italiano, insieme non solo sul palcoscenico ma anche nella vita, avrebbe potuto ridare cuore e voce alle infinite sfumature di un amore ammantato nel mito come quello tra la Divina e il Vate? Lui è Giancarlo Dettori, cagliaritano, classe 1932, è un poliedrico attore, che in sessant’anni di carriera si è cimentato in importanti progetti di prosa, cinema e televisione (lo si ricorda nei film “Maledetto il giorno che t’ho incontrato” di Carlo Verdone, per il quale fu candidato nel 1992 al David di Donatello come attore non protagonista e, recentemente, “Gli sdraiati” di Francesca Archibugi, 2017) ed ha ottenuto il Premio nazionale Franco Enriquez nel 2016. Lei è sua moglie Franca Nuti, torinese, classe 1929, una delle migliori attrici teatrali italiane (è stata diretta da registi come Luca Ronconi, Giorgio Albertazzi e Franco Zeffirelli), insignita da numerosi riconoscimenti (anche il Premio “Eleonora Duse” nel 1992).

Il regista Giuseppe Emiliani, fondatore e direttore della compagnia Teatromodo di Venezia e della compagnia Teatro Nuovo e collaboratore del Teatro Stabile del Veneto, nella scrittura epistolare della Duse, quella che il Vate definiscì “scrittura ritmica e parlante”, capace di trasformare il foglio in vero e proprio palcoscenico, ha immaginato il recital “A Ghisola, tuo Gabri” e per l’adattamento drammaturgico dal carteggio Duse - D’Annunzio, realizzato nel 2004, non ha avuto dubbi e ha voluto loro, due colonne del teatro nazionale, a ridare splendore a quello che il Vate definì “un incantesimo solare”.

Cosa emerge dal fitto carteggio amoroso? “Una storia d'amore tra due personaggi al limite della follia: - ebbe modo di spiegare Dettori in un’intervista a La Provincia Pavese nel 2009, alla vigilia del debutto del recital - lei figura teatralmente complessa, divisa fra un ruolo culturale importante e la disposizione sentimentale verso quello che è un maestro della favola, della fantasia, di quel vero e proprio “gioco al massacro" che è la passione d'amore. Per la Duse l'amore è teatro, nei gesti e nelle parole: le sue lettere sembrano dettate più da un drammaturgo che da un'emozione. Per D'Annunzio invece l'amore è romanzo: lo spettatore di oggi resta ancora sbalordito e commosso nel sentir dipingere questo sentimento con un lessico che non si usa più, ma si vorrebbe romanticamente poter recuperare. Ma è proprio in questo scontro tra parola scritta e parola recitata che risiede la chiave drammatica della storia d'amore e del contrasto culturale tra questi due personaggi quasi leggendari”.

Biglietto unico euro 15,00

Prevendita: IAT Ufficio Turistico di Asolo, tel. 0423529046, email: iat@comune.asolo.tv.it (orario d’apertura: giovedì – venerdì – sabato - domenica: 9.30-12.30 / 15.00-18.00).

Sarà attivo il servizio di bus navetta dal parcheggio dell’ospedale di Asolo.

Per informazioni: Academia dei Rinnovati, Giancarlo Zizola tel. 335 595 8880, czizola@gmail.com