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Golf
PILLOLE DI GOLF/319: SPETTACOLO CON GRANDI CAMPIONI ALL'RBC HERITAGE

Successo per Webb Simpson e il suo swing particolare


HILTON HEAD  (USA) - Spettacolo con grandi campioni, sul percorso dell’Harbour Town Golf Links, a Hilton Head nel South Carolina, per l'Rbc Heritage. Sono al via i primi sei giocatori del mondo, compreso ovviamente Jon Rahm, che la scorsa settimana è uscito al taglio, e ora...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/318: SI TORNA A GIOCARE AL CHARLES SCHWAB CHALLENGE

Riparte il Pga Tour con un field da grandi occasioni


FORT WORTH (USA) - Era tempo, i professionisti mordevano il freno! Si gioca al Colonial National Invitation Tournament, che per sponsorizzazione dal 2019 si chiama Charles Schwab Challenge. È un torneo di golf del PGA Tour, che ogni anno, a maggio, ha luogo presso il Colonial Country, a Fort...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/317- CAMPI/27: IL GOLF CLUB ANTOGNOLLA

Nella verde Umbria alcune delle 18 buche più impegnative d'Italia


PERUGIA - Oggetto di piani molto ambiziosi, il Golf umbro Antognolla, con il suo resort, è destinato a diventare una perla del Golf in Italia. Avevo avuto il piacere di visitarlo molto tempo fa, era il 2011, e ancora ricordo la competizione cui ho partecipato in quell’ambiente, che nel...continua

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Fino al 22 aprile nella sede della pro loco si tiena la 63 esima Mostra del Vino

COL SAN MARTINO, LA MOSTRA DEI RECORD

E' la più longeva manifestazione legata ai vini ed al Prosecco


COL SAN MARTINO - Una quattro giorni al "cardiopalma" quella vissuta per l'inaugurazione  della 63ma Mostra del Vino di Col S. Martino, come ogni anno d'altronde.  Da sempre la prima e più longeva mostra dei vini è l'appuntamento più  atteso e certo non mostra segno di flessione, è l'orgoglio di un  territorio baciato dal cielo e tutti ne sono consapevoli; rimarrà la  numero uno assoluto fin che il paese vivrà. La prima e più importante iniziativa volta promuovere i prodotti  d'eccellenza della nostra cultura del lavoro: l'uva e i vini di  tradizione, guarda avanti, guarda ai valori autentici, ben oltre a  quelli della vanagloria dei numeri del vanto per il profitto di pochi,  Col S. Martino da sempre è consapevole del valore del lavoro della gente  delle Sua terra, gli abili manovratori dediti al gigantismo li lascia  uscire allo scoperto da soli, scoperto l'affare abbiano pure esiti e  responsabilità di quanto hanno lasciato e a chiunque, sul territorio.
La Pro Loco di Col S. Martino continua a guardare avanti con concretezza  come ai tempi della Sua fondazione, con proposte rivoluzionarie volte a  portare in alto il valore di un prodotto unico per qualità e genuinità:  Giovedì sera Cena di Gala con una partecipazione mai così importante,  venerdì sera il primo Concerto di Gala per l'inaugurazione della Mostra  del vino, la massima espressione della cultura del lavoro che si coniuga  con la massima espressione della cultura musicale, entrambe figlie della storia della stessa terra.
Sabato inaugurazione della Mostra dei vini e domenica frequentatissima  passeggiata sui colli, ben oltre 300 persone al via e, ovviamente  pienone di presenze agli stand della mostra. Tutti a sgomitare, pur di poter apparire e farsi belli, un cliché  inossidabile che da 63 anni si ripete e al quale sorridono, ben  collaudati, dirigenti e consiglio della Pro Loco...
La prima storica Mostra del Vino di tradizione, che comprende anche lo  spumante DOCG, è realtà di prestigio ineguagliabile da sempre del vino  prodotto in collina, non poteva e non può essere che così, dato il  successo riscontrato.
Lo sapevano bene o "Magnifici Sette" i fondatori della Pro Loco e della  Mostra, ha cercato di farsi spazio in questo senso il Consorzio DOCG, la  cui mappa, redatta in tempi non sospetti, esclude i comuni di Moriago e  Sernaglia della battaglia, proprio perché non hanno "rive", colline. Un particolare del quale pare se ne sia accorta anche l'UNESCO, se è  vero come è vero, che per dare il suo prestigioso riconoscimento ha  preteso una di per se eloquente riduzione territoriale limitata alle  sole colline del prosecco, probabilmente dovuta alla recente scoperta  delle mappe napoleoniche che certificano la località "prosecco" tra  Collabrigo alle porte di Conegliano e Falzè di Piave, fugando, vi fosse  ancora qualche dubbio, che la località Prosecco, in provincia di  Trieste, non ha mai avuto nulla a che vedere con il vitigno del  Prosecco, vitigno già ben noto dai tempi in cui i Conti Balbi Valier  Iniziarono la prima coltivazione in filari del vitigno "prosecco tondo" al quale venne poi aggiunto il nome "Balbi" in loro onore.
La certificazione, la selezione scientifica venne poi redatta, 150 anni  fa, da Antonio Carpenè, che ebbe il contributo di autentiche eminenze  europee della scienza del tempo quali: il francese Louis Pasteur,  universalmente riconosciuto quale fondatore della moderna microbilogia,  i tedeschi Robert Koch e Justin Von Liebig, ovviamente gli italiani Prof. Enrico Comboni e Gian Battista Cerletti.
Con il contributo dei maggiori scienziati d'Europa vennero individuate  tipologie dei terreni, esposizione al sole, ventilazione e irrigazione  con acqua di scorrimento, quindi coltivazione in quota, fattori  determinati per garantire al vitigno prosecco quelle caratteristiche  organolettiche puntuali, per renderlo superiore.
Per la verità, un prodotto di eccelsa qualità ben nota agli agricoltori  tra Conegliano e Valdobbiadene, gente semplice, costretta dal regno a  subire la mezzadria, a coltivare "biava e forment" (granturco e  frumento) per sfamarsi, origine della pellagra, ma da sempre già  produceva per consumo personale un vino eccellente che spumantizzava. Un prodotto pressoché abbandonato, pur d'eccellenza pagato il meno  possibile secondo la ben nota regola: "al contadino non far sapere  quanto è buon il formaggio con le pere".
Una regola sovvertita con coraggio proprio dai "I Magnifici Sette", 63  anni fa: il Prof. Luigi Basso primo Presidente, suo fratello il Maestro  Vincenzo, Gino Lorenzoni ex militare in congedo, brillante poeta toscano  accasatosi a Col S. Martino; alcuni giovani imprenditori quali Luigi De  Biasi, Romeo Mantese e Antonio Ghizzo primo vice Presidente, agli inizi fugace presenza di Aldo Ghiotto poi dileguatosi. Ragazzi semplici,  colti, amanti della propria terra e con una visione verso il futuro  volta a contrastare il triste fenomeno dell'emigrazione.
A quanto pare, lentamente ma inesorabilmente, la storia l'UNESCO e i  politici che hanno a cuore le sorti del proprio territorio, dovrebbero  restituire a chi vive e lavora tra Conegliano e Valdobbiadene, i  privilegi che spettano loro da sempre.
Certo è che la Pro Loco di Col S. Martino si dimostra un gruppo  determinato, preparato e pronto ad accogliere a braccia aperte chiunque  sia disponibile a dare il suo contributo per la valorizzazione del  magnifico lavoro dei produttori dei vini di tradizione e degli spumanti  DOCG del territorio.
In questo senso, per il pubblico, questa 63ma edizione sarà un trionfo  di iniziative: non solo Mostra ma anche collaterali, quali serate  gastronomiche, visite guidate ai siti storici di S. Martino e S.  Vigilio, escursioni tra i vigneti con trenino e, per gli amanti dei panorami e dell'avventura anche visita ai vigneti in quota, grazie ad  uno speciale "quad" a 6 posti. Per gli amanti dello sport, oltre al grande successo della passeggiata d'inaugurazione, il 7 aprile la classica gara ciclistica del "Trofeo  Piva"; ovviamente degustazioni e spiedi giganti. Davvero impossibile annoiarsi.