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Golf
PILLOLE DI GOLF/282: LA SOLHEIM CUP 2019 PRENDE LA VIA DELL'EUROPA

La squadra del Vecchio Continente si impone sugli Usa nel massimo torneo femminile


GLENEAGLES  (SCOZIA) - La Solheim Cup è la massima espressione del golf delle donne, la sfida al femminile della Ryder Cup, rispetto a cui ha una storia più recente. Ha preso il nome dall’ideatore del torneo, Karsten Solheim, noto fabbricante di attrezzi sportivi conosciuti...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/281: LE PROMESSE DEL GOLF EUROPEO FEMMINILE A VILLA CONDULMER

La padovana Benedetta Moresco trionfa all'Internazionale under 18


MOGLIANO VENETO - È il secondo anno consecutivo che Golf Villa Condulmer ospita questo importante campionato, l’Internazionale femminile under 18; da qui, spunteranno le future Campionesse del Tour europeo. Ben dodici le nazioni partecipanti, oltre all'Italia: Austria, Belgio, Croazia,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/280: OMEGA MASTERS, UN CLASSICO TRA LE ALPI

Nove gli italiani al torneo dell'European Tour


CRANS MONTANA (SVIZZERA) - L’Omega Masters è uno dei tornei classici dell’European Tour. La storia di questo torneo, seppur con diverso nome (all’epoca Swiss Open), risale al 1905. È la tappa svizzera del tour europeo del golf maschile professionistico, in cui si...continua

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Grande festa a Falzè di Piave per la nuova inaugurazione

RIAPRE DOPO 10 ANNI LA STORICA OSTERIA POZZI

Il locale era stato aperto nel 1892


SERNAGLIA DELLA BATTAGLIA. A dieci anni dalla sua chiusura, riapre venerdì 12 luglio, in Via Pieve 27 a Falzè di Piave, una frazione di Sernaglia della Battaglia, lo storico bar-trattoria Pozzi. Il locale era stato aperto nel lontano 1892, dai bisnonni Stefano Pozzi e Angelina Zago, lungo la trafficata Strada Provinciale 4, che da Falzè di Piave porta a Pieve di Soligo. Questa storica osteria, risulta essere una delle più vecchie e conosciute nel Quartier del Piave. Il bisnonno Stefano Pozzi con l’aiuto della moglie Angelina vi lavorò al suo interno per oltre 60 anni, vivendo le drammatiche vicissitudini della prima e della seconda guerra mondiale. Stefano morì nel 1952 mentre la moglie morì nel 1968. L’attività continuò con l’intervento della figlia Giuseppina, la quale, oltre a gestire il locale, adibì una parte del fabbricato a sala da ballo, dove i giovani di allora, si scatenavano con le musiche degli anni cinquanta e sessanta, emesse dal mitico Jukebox. La figlia dei fondatori Giuseppina Pozzi, riuscì poi a condurre l’attività fino al 2000 quando aveva raggiunto la bella età di 86 anni, aiutata negli ultimi periodi anche dal figlio Ivo e dalla moglie Enrichetta Lucchetta. Purtroppo, l’avverso destino volle che, madre e figlio morissero a distanza di pochi mesi, tra il 2010 e il 2011. Da allora il locale rimase sempre chiuso. Alcuni mesi fa il fratello di Ivo Pozzi, Sandro, sportivo molto conosciuto per la sua grande passione per le arti marziali, decise con il figlio Eddy e le rispettive mogli Paola e Monica, di ristrutturare questo antico e rinomato locale di famiglia, che verrà inaugurato venerdì 12 luglio. I frequentatori, avranno modo non solo d’apprezzare molte delle specialità tipiche della gastronomia veneta -in modo particolare quelle specifiche della sinistra Piave- ma per i palati più delicati, ci sarà anche un reparto di “cicchetteria” il tutto annaffiato dal miglior prosecco della zona e da speciali birre artigianali. Parte della storia della famiglia Pozzi e del centenario locale, è stata raccolta, alcuni anni fa, in un interessante libro di ricordi, scritto nel 2001 da Giuseppina Pozzi, qualche anno prima di morire, dal titolo: “I dolori della Guerra” -Giacobino editore-. “La nostra casa, ed anche il nostro piccolo locale – scrive giuseppina nel suo libro- furono colpiti e danneggiati più volte durante i violenti e sanguinosi bombardamenti. Sono stati anni e momenti difficili, mio padre, l’unico che riusciva a malapena a mantenere la famiglia (fratello di due combattenti morti) venne ritirato dalla prima linea, e mandato nel servizio sussistenza a Marostica, mentre la nostra famiglia è stata costretta a trovare rifugio a Premaor. Finita la prima guerra mondiale siamo ritornati a Falzè per vedere cosa era rimasto della nostra casa e della nostra piccola attività. Una desolazione, non solo per i danni subiti a causa dei bombardamenti ma, anche nel vedere che intorno alla nostra abitazione c’erano croci dappertutto. Tutta la zona era diventata un grande cimitero”. -e continua- “Per riaprire la nostra piccola osteria, i miei genitori si sono fatti prestare dei soldi da alcuni parenti. Il denaro è servito per sistemare un pò la casa ed acquistare quattro sedie ed un tavolo per l’osteria. Mi ricordo che: i nostri avventori, venivano nel locale e mangiavano pane e fichi. La trattoria cominciava a funzionare bene, a volte facevamo anche due tre matrimoni alla settimana, ma poi scoppiò le seconda guerra mondiale e qui sono iniziati di nuovo i problemi. Un giorno, i fascisti con una violenza inaudita, hanno circondato la nostra casa, razziato tutto quello che poteva avere un certo valore, hanno portato fuori i nostri clienti che stavano mangiando, gli hanno messi al muro, fucilati e poi hanno incendiato anche il fabbricato. Finita la seconda guerra mondiale, la famiglia Pozzi ha ristrutturato di nuovo tutto il fabbricato, riaprendo il bar-trattoria e quasi contemporaneamente, anche una sala da ballo (quest’ultima rimasta aperta per circa un ventennio) mentre il bar  fino al 2009. Ora, Sandro ed Eddy Pozzi, padre e figlio, con le rispettive consorti, hanno pensato di non interrompere questa tradizione di famiglia, e dopo un accurato restauro hanno deciso di riaprire l’attività. L’inaugurazione è stata programmata per venerdì 12 alle ore 18.30.