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Golf
PILLOLE DI GOLF/315: I CIRCOLI FINALMENTE RIAPRONO

Massima attenzione, ma non c'è ambiente più salutare dei campi


MARTELLAGO - Era tempo, sono tanti i golfisti che attendevano questo momento, desiderosi di ritrovare il benessere fisico, hanno ora il morale risollevato. Questa disciplina è pronta a ripartire, meglio di tante altre, la sua pratica è essa stessa anti Covid. Non prevede...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/314 - CAMPI/26: IL GOLF CLUB AL LIDO

Agli Alberoni, il primo campo del Veneto ispirato da Henry Ford


VENEZIA - Golf al Lido, Alberoni. Parliamo del Campo di Golf che nasce nel 1928, il primo nel Veneto. Il posto dove sorge è fascinoso: una lingua di terra tra mare e laguna, un po' complicato da raggiungere. Ma qui non è applicabile il detto “per aspera ad astra”,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/313- CAMPI/25: IL GOLF CLUB DONNAFUGATA

In Sicilia, un gioiello in cerca di rilancio


RAGUSA - Un gioiello italiano del Golf in ginocchio, un’eccellenza italiana che sta scomparendo. Civico 194 di Contrada Piombo, nel Ragusano. Immerso nella macchia mediterranea, laborioso arrivarci, un angolo di Sicilia affascinante. Le terre di Tomasi di Lampedusa, il Gattopardo, Intriso di...continua

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Aumentano i prezzi della carne di maiale

SALUMIFICI VENETI IN ALLARME

Dopo la peste suina la Cina compra a man bassa dall'Europa e spiazza i salumifici italiani


Dopo la peste suina, la Cina sta comprando carne a man bassa dall'Europa e i prezzi negli ultimi mesi sono raddoppiati, ma la grande distribuzione per ora ha concesso aumenti ai trasformatori italiani solo del 10 %. Salumifici italiani e quindi anche veneti in allarme, anche perché Cina e Giappone comprano soprattutto dall'Europa, prediligendo la materia al prodotto trasformato. Questo è uno dei settori più importanti per l'economia italiana che esporta prodotti come il Prosciutto Dop di San Daniele o il prosciutto di Parma, la soppressa e il prosciutto Veneto. E per quel che riguarda la nostra regione, sono una quarantina le aziende strutturate che stanno soffrendo a causa dell'aumento dei prezzi sulla carne di maiale. “Negli ultimi sei mesi i prezzi sono aumentati del 50-75%, ma a noi la grande distribuzione ha riconosciuto rincari minimi del 5–10%”, ha affermato Giancarlo Bettio, presidente del salumificio Mario Brugnolo di Vigonza.
Stremati i salumifici, e in molti rischiano seriamente di chiudere. Senza considerare le piccole realtà venete, anch'esse in difficoltà. Il Ministro Bellanova ha promesso di aprire un tavolo di confronto ma non c'è molto tempo ed altri rincari sono in vista. Non si trova la merce di qualità, e con prezzi elevati e consumi interni deboli, i Paesi che hanno una vocazione per la trasformazione sono quelli che soffrono di più. Proprio come l'Italia, che produce solo il 60% della carne che trasforma o consuma e non è dunque autosufficiente. Ed è da marzo che i salumifici sono entrati in un tunnel dove il costo della materia prima pesa per il 50-75% dei costi totali. Ad agosto, secondo l'indice mensile di Unioncamere-Bmti, la carne di maiale all'ingrosso è rincarata in Italia dell'8,7% sul mese precedente, e la situazione sta peggiorando velocemente.