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Golf
PILLOLE DI GOLF/319: SPETTACOLO CON GRANDI CAMPIONI ALL'RBC HERITAGE

Successo per Webb Simpson e il suo swing particolare


HILTON HEAD  (USA) - Spettacolo con grandi campioni, sul percorso dell’Harbour Town Golf Links, a Hilton Head nel South Carolina, per l'Rbc Heritage. Sono al via i primi sei giocatori del mondo, compreso ovviamente Jon Rahm, che la scorsa settimana è uscito al taglio, e ora...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/318: SI TORNA A GIOCARE AL CHARLES SCHWAB CHALLENGE

Riparte il Pga Tour con un field da grandi occasioni


FORT WORTH (USA) - Era tempo, i professionisti mordevano il freno! Si gioca al Colonial National Invitation Tournament, che per sponsorizzazione dal 2019 si chiama Charles Schwab Challenge. È un torneo di golf del PGA Tour, che ogni anno, a maggio, ha luogo presso il Colonial Country, a Fort...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/317- CAMPI/27: IL GOLF CLUB ANTOGNOLLA

Nella verde Umbria alcune delle 18 buche più impegnative d'Italia


PERUGIA - Oggetto di piani molto ambiziosi, il Golf umbro Antognolla, con il suo resort, è destinato a diventare una perla del Golf in Italia. Avevo avuto il piacere di visitarlo molto tempo fa, era il 2011, e ancora ricordo la competizione cui ho partecipato in quell’ambiente, che nel...continua

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Pompe, barriere e valvole per proteggere Venezia

IL NUOVO PIANO PER SALVARE PIAZZA SAN MARCO

Piano da trenta milioni, d'accordo anche gli ambientalisti


VENEZIA - Un piano alternativo al Mose per salvare Venezia dalle alte maree è stato realizzato da Kostruttiva e Thetis su richiesta del Magistrato alle acque. E’ stato presentato ieri e consegnato al Consorzio Venezia Nuova. Il piano verrà a costare 30 milioni di euro e si divide in una decina di interventi diversi, che metteranno d’accordo tutti, ambientalisti compresi.
Un progetto "soft", alternativo al Mose, il noto sistema di paratie mobili costato circa 5 miliardi e mezzo di euro, per tenere Venezia all’asciutto. Il cuore dell’intervento sarà il restauro dei "gatoli", che verranno puliti e impermeabilizzati, sollevando 9-10 mila masegni, un decimo del totale: alcuni poi saranno chiusi definitivamente, in altri saranno installate delle valvole per impedire la risalita dell’acqua.
Per evitare l’allagamento sarà creato un sistema di sollevamento con 7 pompe che porteranno via l’acqua a ritmo di 700 litri al secondo. Per proteggere la riva del molo di San Marco, verranno installati una struttura frangionde, una pedana di legno e una struttura di acciaio di 40 centimetri removibili. Saranno poi ricalibrate le pavimentazioni di alcune calli, rialzate le porte d’acqua e creata una barriera d’acciaio rivestito in simil-pietra sul lato del Palazzo Ducale.
I lavori dureranno un paio d’anni e avanzeranno con micro-lotti per non dare fastidio alle attività commerciali della piazza e ai turisti.
Quindi pompe, valvole e barriere serviranno a salvare la piazza più bella del mondo, perché il Mose da solo non basta.
“Alla fine lasceremo la piazza come l’abbiamo trovata” ha assicurato Raffaele Gerometta. Alla base c’è un’accurata analisi della piazza, con i sofisticati georadar e laserscanner, e l’utilizzo di software di modellistica per le immagini in 3D. Ma quando si dovrà scavare, vista la delicatezza, si tornerà all’antico: con le mani.