
Cappella Maggiore è un piccolo Comune sistemato tra Veneto e Friuli, un po’ al di sotto di Vittorio V.to ai piedi delle Prealpi trevigiane, è una sorpresa andarlo a conoscere. Si presenta come un insieme di borghi, di cui Anzano è il più antico, nonché la maggior frazione di questa struttura urbanistica del tutto particolare, che annovera attorno al centro più grandicello, tante borgate rimaste intatte nella loro ruralità a ricordare i secoli passati, e talora la romanità. Sono numerose le località individuate con l’appellativo di “Borgo”, oppure semplicemente di “case”. E poi ci sono le montagne, a proteggere le vigne che tappezzano quelle belle colline ospitanti località davvero pittoresche che ci fanno rivivere il passato, la vita di un tempo non tanto remoto.
È Caron ad attraversare il territorio, non il “dimonio dagli occhi di brage”, bensì un corso d’acqua dal carattere torrentizio dotato di argini sicuri, accanto ai quali è straordinariamente bello passeggiare a cavallo facendo qualche sosta agli antichi borghi. Ma non solo a cavallo, altrettanto bello è muoversi in bicicletta. In zona c’è un gran ricordo di Ottavio Bottecchia, el furlan de fero, il primo ciclista italiano a vincere il Tour de France, e per ben due volte. Queste strade erano il suo mondo, qui veniva ad allenarsi.
Non lontano dal Col delle Pere, ci si imbatte in un antico fabbricato, il Castelletto, eretto a scopo di difesa in un punto strategico, al fine di tener sotto controllo tutta la valle. Di recente restaurato, e con quel panorama, è destinato a momenti più festosi. Edificio di pregio, risale al periodo romano. Lì vicino c’è un ottimo maneggio dov’è possibile noleggiare un cavallo, e gustare belle scampagnate. C’è inoltre un frantoio. Non si penserebbe, ma vi si produce un olio eccezionale, frutto della lavorazione delle olive locali, nel Parco dell’Olivo, in cui è d’uso celebrare “l’olio della Serenissima”, gli oli che venivano prodotti nei possedimenti della Repubblica di Venezia dalla Dalmazia, alle isole greche, e tanto oltre. Alle accurate vigne, e ai sani oliveti, si dedicano con passione gli stanziali, che non arrivano a 5.000.
Il clima è dolce perché la montagna lo ripara dai freddi venti del nord, il che è di tanto aiuto per la coltura della vite (vedi il Marzemino) e dell’olivo (l’olio Evo).
È chiaro che qui è la natura il pezzo forte, ma non è la sola; seppur piccolo, il centro abitato propone ricchezze culturali che andiamo a conoscere un po’ da vicino:
-la chiesa parrocchiale dedicata a Santa Maria Maddalena che sovrasta la piazza di Cappella Maggiore con la sua maestosa facciata e il suo alto campanile.

-la Mattarella – l’antica chiesetta della Santissima Trinità che risale all’epoca longobarda, una visione nel verde. È il monumento più indicativo di Cappella Maggiore edificato nel primo millennio, poi ristrutturato nel ‘400. Le mura originarie della chiesetta furono distrutte nel ‘400 dagli Ungari, ma la primitiva cappella fu inglobata al suo interno; ci sono affreschi cinquecenteschi del pittore bergamasco Antonio Zago. La chiesa prese il nome da Andrea Matarela proprietario del terreno, che commissionò l’affresco “Madonna in trono con Bambino e angeli musicanti”, datato 1503. È detta anche Capella Campestris, da cui è derivato il toponimo del paese. Il Matarela è rappresentato nel dipinto con una scure ai piedi (il simbolo del suo lavoro di boscaiolo).
-ad Anzano la chiesa dei Santi Vito e Modesto, edificata nel ‘700 sul luogo della precedente che già esisteva nel XVI secolo, bella la pala d’altare di Francesco da Milano, risalente al primo Cinquecento. Non lontano l’oratorio di Santa Apollonia edificato dai Cimbri nel XIII sec, con una rara croce in ottone dorato e cesellato del ‘500.
Durante l’epidemia di peste del 1600 la chiesetta fu utilizzata come lazzaretto per gli inguaribili, la disinfezione avvenne con la calce che coprì gli affreschi, che servì però a conservarli. Il più antico è l’ultima Cena, del ‘300 se non addirittura del ‘200, con gli apostoli che bevono vino rosso, è considerato uno degli affreschi più antichi della provincia di Treviso.
-Palazzo Regina Dal Cin, anche questo edificio è di origine longobarda, un grandioso palazzo di una certa distinzione, il cui nome fa riferimento alle leggende del paese.
-Altro edificio rilevante è la settecentesca villa Garbellotto con barchessa, stalla e fienile, un tempo utilizzata come filanda. Gli edifici già di proprietà dei nobili veneziani Saler, ne fecero uso fino all’estinzione della famiglia, nel 1839.
Tutt’attorno a Cappella Maggiore si trovano stimolanti centri, tra cui due paesi particolarmente interessanti: Sarmede e Fregona. Il primo, il Paese delle fiabe, è famoso per la Mostra dell’illustrazione per l’infanzia; ogni anno ospita artisti e illustratori da ogni dove. Il secondo, Fregona, è celebre per l’eccellente torchiato. A concludere la carrellata, è il caso di mettere in rilevanza la fontana che si trova nella piazza, significativa per la storia del paese. All’epoca della sua costruzione, primi ottocento, non esisteva l’acquedotto; gli abitanti si recavano a prendere acqua per tutti gli usi, era luogo di incontro per gli abitanti del paese. L’abitudine a ritrovarsi lì, è rimasta anche ai giorni nostri. Paolo Pilla
