Un simposio culturale, un posto magico

Chez Donella, un ambiente invitante che profuma di cultura, una serata straordinaria di poesia, musica, bellezza, indimenticabile! La regia, perfetta, è stata di Stefano Bruzzolo. Mi pareva di vivere in quel tempo andato: un cenacolo, com’era in uso tra intellettuali e artisti cultori del bello; ritrovarsi insieme per confrontarsi. In quella raccolta saletta della villa di Donella Del Monaco erano molte le persone, ma rigorosamente nessuna in piedi. Una casa che emanava musica anche dalle pietre. Dopo la garbata presentazione di Donella padrona di casa,

a farne gli onori era Carla Povellato presidente del Circolo “El Sil”, che ha introdotto il pensiero, l’anima, su cui si avvolgevano le strofe dei poeti, orientate a far avvertire la presenza dell’acqua del Sile. Per inciso, il padre di Donella, Marcello del Monaco fratello di Mario il tenore, una vita per la musica, era anche poeta, e per giunta era caro amico di Andrea Cason, il cofondatore del Circolo dei poeti “El Sil” di Treviso, con Alberto Albanese senior. La serata ha avuto inizio con l’improvviso di Schubert eseguito al pianoforte da Filippo Bergonzoni docente di storia e filosofia al liceo di Treviso, ma ancor più, abile pianista.

Il suono della musica, discreto, senza mai prevalere sul recitato, ha accompagnato la lettura delle poesie di Carla Povellato e di altri 16 poeti. Il via augurale è stato con il notturno di Martucci, per proseguire poi con la Barcarola di Mendelssohn, l’Arabesque di Debussy.  

Della poesia, tutte le rime hanno avuto un ascolto attento, la musica riusciva a dar sottolineature. L’avvio poetico è stato con una poesia in vernacolo sardo.

Non riuscivo proprio a capir le parole, ma tanto bella era la sonorità: era musica, vivacizzata dai ravvivi dell’attore.

Si sono susseguiti gli altri poeti, per lo più di sesso femminile, tutti con belle rime,

intervallati dai brani musicali descritti. L’ultimo carme raccontava il movimento delle onde, il pianista lo accompagnò con il brano “le onde” di Ludovico Inaudi, le cui note musicali coglievano appieno il moto ondoso, sembrava di essere in presenza di esso. Musica colta e poesia, incontro raffinato, ho due figlie musiciste, mi è molto piaciuto.

E’ stato tutto bello, era tutta bella gente. Tra gli apprezzamenti, interessante quello di Domenico Basso, giornalista, ben noto agli utenti di Antenna Tre:

ha rilevato quanto è bello per Treviso avere i suoi poeti che cantano l’acqua, peccato che all’elemento fisico non viene data sufficiente cura. Ha ricordato che ci sono tantissime fontane in città, ma spesso non si vedono perché assediate da contenitori dell’immondizia. Ha fatto menzione dell’Alzaia, quella stradina bella che il mondo ci invidia, trascurata;  uguale per il Cimitero dei Burci. Il giornalista ha riscosso applausi. A conclusione, dulcis in fundo: in altra saletta, con la promessa che l’incontro s’ha da ripetere, Donella ci ha fatto gustare il suo Tirame-su di eccellenza.                        Paolo Pilla