Roma, maggio – giugno 2026

CANTIERE APERTONELLE SALE MONUMENTALI DI PALAZZO VENEZIA

Il Sindaco di Roma Roberto Gualtieri, l’Assessore alla mobilità Eugenio Patanè, la Commissaria straordinaria del governo per la Linea C Maria Lucia Conti e la Direttrice Generale del VIVE – Vittoriano e Palazzo Venezia Edith Gabrielli hanno presentato oggi il progetto “Cantiere aperto. Le Sale monumentali di Palazzo Venezia”.

Assieme a loro erano altresì presenti i vertici della Società Roma Metropolitane Bruno Sed (Liquidatore) e Andrea Sciotti (Direttore Tecnico) e del Contraente Generale Metro C S.C.p.A., guidata da Webuild e Vianini Lavori, Fabrizio Di Paola (Amministratore Delegato) e Franco Cristini (Presidente).

Il progetto consentirà al pubblico di seguire giorno dopo giorno e visitare di persona uno dei più importanti cantieri di restauro attualmente in corso a Roma, quello delleSale monumentali di Palazzo Venezia, ovvero la Sala del Mappamondo, la Sala delle Battaglie e la Sala Regia. Il restauro viene condotto nell’ambito dei lavori di realizzazione della stazione Venezia della Linea C della metropolitana di Roma.

I visitatori potranno verificare lo stato di avanzamento del cantiere attraverso un diario pubblicato a cadenza regolare sul sito istituzionale del VIVE: video-interviste esclusive ai restauratori illustreranno le operazioni in corso, dal consolidamento alla pulitura, fino alla reintegrazione delle superfici pittoriche. 

Inoltre due volte al mese, tra maggio e giugno, il pubblico potrà salire direttamente sui ponteggi del cantiere e seguire i progressi dei lavori, guidati sempre dagli stessi restauratori. Cittadini e turisti avranno un’occasione irripetibile: osservare da vicino le decorazioni di uno dei palazzi più importanti di Roma e conoscere dalla viva voce degli esperti le operazioni in corso.

L’apertura del cantiere delle Sale monumentali di Palazzo Venezia rientra nel più ampio progetto “VIVE Cantiere aperto”, concepito per coinvolgere i visitatori nei processi di conservazione degli edifici e delle collezioni del complesso museale. Si tratta di un progetto che il VIVE ha già avviato e sperimentato con successo in passato: parlano chiaro le aperture del cantiere di restauro dell’Altare della Patria e delle sculture del prospetto principale al Vittoriano e dell’Appartamento Barbo a Palazzo Venezia. L’obiettivo è duplice: da un lato impedire che questi luoghi, con l’interruzione delle attività di valorizzazione, finiscano nel dimenticatoio, dall’altro far sì che il pubblico si senta parte attiva della loro tutela. 

Per Palazzo Venezia questo progetto assume poi un significato particolare. Per varie ragioni l’edificio è stato per lungo tempo percepito come un luogo opaco e lontano. Tale percezione appartiene ormai al passato. L’apertura delle Sale monumentali si inserisce in una precisa linea di valorizzazione, che ha avuto il suo punto di partenza nello sgombero delle automobili dal Giardino Grande e che ha consentito all’intero Palazzo di tornare al centro sia del grande turismo internazionale sia del cosiddetto turismo di prossimità.

Il restauro delle Sale monumentali fa parte della campagna di consolidamento di Palazzo Venezia e del Vittoriano propedeutica alla realizzazione della stazione Venezia della Linea C della metropolitana, che interesserà l’area circostante per i prossimi anni. Il progetto “Cantiere aperto” consente di trasmettere al pubblico l’immagine di una città capace di innovarsi e, al tempo stesso, di mantenere integro il legame con la propria storia.

Con il progetto “Cantiere aperto. Le Sale monumentali di Palazzo Venezia” il restauro si trasforma in un processo visibile e partecipato: i cittadini possono vivere l’esperienza di vedere da vicino come viene curato e conservato il patrimonio storico. In questa prospettiva il cantiere è concepito come un luogo di ricerca e di dialogo con la comunità, in linea con un’idea di cultura partecipata: la tutela diventa così occasione di coinvolgimento e di condivisione delle conoscenze.

L’attuale restauro delle Sale monumentali si configura come un’operazione particolarmente delicata e complessa a causa dei numerosi interventi che si sono stratificati nei secoli.

I soffitti lignei, che presentavano diffuse alterazioni e le dorature completamente oscurate a causa del passaggio del tempo e delle infiltrazioni d’acqua, stanno beneficiando di operazioni di pulitura dai risultati sorprendenti: sotto gli strati di vernici ossidate e di sporco è riemersa la luminosità originaria dell’oro, restituendo profondità e brillantezza alle decorazioni.

Sulle pareti il lavoro è ancora più articolato, poiché le pitture murali conservano le tracce di interventi che si sono susseguiti nel corso del tempo, richiedendo un’analisi attenta delle stratificazioni, la pulitura, il consolidamento degli intonaci e la reintegrazione accurata della pellicola pittorica.

L’obiettivo dell’intervento è restituire piena leggibilità all’insieme senza però cancellare le tracce della storia del palazzo, operando nel rigoroso rispetto dei principi metodologici del restauro italiano.