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Golf
PILLOLE DI GOLF/248: PADRAIG HARRINGTON CAPITANO DELL'EUROPA IN RYDER CUP

Nel 2020 l'irlandese guiderà il team continentale nella sfida agli Usa


ROMA - Sarà l’irlandese Padraig Harrington, a svolgere la missione di Capitano europeo alla Ryder Cup 2020, prossimo appuntamento americano fra Europa e Stati Uniti. Harrington è stato scelto da un Comitato composto dagli ultimi tre capitani del massimo circuito europeo: Paul...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/247: I CAMPIONI DEL PGA INIZIANO L'ANNO ALLE HAWAII

L'outsider Schauffele trionfa nel torneo riservato ai 37 vincitori del circuito


MAUI - Al Plantation Course di Kapalua, è andato in scena l’evento riservato alla crema del PGA, cioè ai 37 che hanno vinto un torneo nel circuito della passata stagione. Il Sentry Tournament of Champions ha luogo sempre durante la prima settimana di gennaio, sempre nel medesimo...continua

Golf
CAMPI DA GOLF/19: IL MOLINETTO GOLF & COUNTRY CLUB

Dai Celti agli Sforza, a Cernusco sul Naviglio si gioca tra la storia d'Italia


CERNUSCO SUL NAVIGLIO - Quello che colpisce maggiormente arrivando al Golf Molinetto, è di trovarsi all’improvviso in una realtà che si stacca completamente da tutto ciò che la circonda: il territorio tipico della Lombardia produttiva, dove la gente è soprattutto...continua

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Sabato 22 luglio, nel parco di Villa Longobardi a Mogliano Veneto

A SILE JAZZ I TRIAT CON GREG BURK E LA LORO MUSICA DI CONFINE

Classico e moderno convivono: oud, bouzouki, violoncello con moog ed effetti


MOGLIANO VENETO - Dopo il concerto applauditissimo della giovane rivelazione Linda Oh, Mogliano Veneto ospita ancora Sile Jazz, sabato 22 luglio, quando alle ore 21 nel parco di Villa Longobardi sale sul palcoscenico di Sile Jazz l'ensemble TRIAT feat. GREG BURK: Gionni Di Clemente (chitarra classica a dieci corde, oud, bouzouki), Greg Burk (moog, tastiere), Giuseppe Franchellucci (violoncello), Domenico Candellori (batteria, percussioni, batteria synth).

E cambia completamente anche l'atmosfera musicale. Nella proposta di Triat si sente tutta la suggestione del "confine". Un confine geografico e spirituale. Un confine da attraversare e da rispettare. Uno dei pochi confini che ancora hanno senso di esistere perché mantengono il significato di riferimento, di approdo.

L'incontro di questi musicisti e delle loro sonorità è a dir poco inusuale: in Triat convivono l’oud, il bouzouki, la chitarra classica a 10 corde e il violoncello, filtrati anche attraverso pedali ed effetti; e ancora il moog e le armonie delle tastiere (affidati al grande Greg Burk, Special Guest della serata), che si esprimono in un linguaggio a tutto campo.

Sotto la pulsione di una sezione ritmica, che si avvale di un set misto di batteria, synth-drum e percussioni di varia provenienza, vengono combinati generi che vanno dal jazz-fusion alla musica contemporanea, dall’etnica dai tratti rock alle sfumature psichedeliche.


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