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Golf
PILLOLE DI GOLF/288: TRIONFO DA RECORD IN GIAPPONE PER TIGER WOODS

La "Tigre" raggiunge il mito Snead con 82 titoli sul circuito


Non finisce di stupire Tiger Woods, il grande Campione. Eccolo allo Zozo Championship, giocato sul par 70 dell'Accordia Golf Narashino a Chiba, l’evento con cui il PGA Tour fa il suo esordio in Giappone. Aveva un obiettivo Tiger Woods: raggiungere Sam Snead, che lo avanzava di un solo titolo...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/287: ALL'ALBENZA IL CAMPIONATO INDIVIDUALE AIGG

Dario Bartolini si aggiudica il titolo italiano asoluto


BERGAMO - A conclusione del nostro challenge, è il momento del Campionato individuale 2019. Siamo ad Almenno San Bartolomeo, nel Bergamasco, al Golf Club Albenza. Il Campo copre 85 ettari di delicate colline in direzione delle Prealpi lecchesi, su cui si snodano 27 buche nate da più...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/286: L'OPEN D'ITALIA PER LA PRIMA VOLTA PARLA AUSTRIACO

All'Olgiata si impone Bernd Wiesberger, sotto tono Chicco Molinari


ROMA - Eccoci giunti al più grande appuntamento italiano dell’anno con il Golf: la 76esima edizione dell’OPEN D’ITALIA. A ospitarla è l’Olgiata Golf Club di Roma,nel percorso di gara, par 71, su quei terreni dove pascolava Ribot; un Open da gustare dalla...continua

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Sabato 22 luglio, nel parco di Villa Longobardi a Mogliano Veneto

A SILE JAZZ I TRIAT CON GREG BURK E LA LORO MUSICA DI CONFINE

Classico e moderno convivono: oud, bouzouki, violoncello con moog ed effetti


MOGLIANO VENETO - Dopo il concerto applauditissimo della giovane rivelazione Linda Oh, Mogliano Veneto ospita ancora Sile Jazz, sabato 22 luglio, quando alle ore 21 nel parco di Villa Longobardi sale sul palcoscenico di Sile Jazz l'ensemble TRIAT feat. GREG BURK: Gionni Di Clemente (chitarra classica a dieci corde, oud, bouzouki), Greg Burk (moog, tastiere), Giuseppe Franchellucci (violoncello), Domenico Candellori (batteria, percussioni, batteria synth).

E cambia completamente anche l'atmosfera musicale. Nella proposta di Triat si sente tutta la suggestione del "confine". Un confine geografico e spirituale. Un confine da attraversare e da rispettare. Uno dei pochi confini che ancora hanno senso di esistere perché mantengono il significato di riferimento, di approdo.

L'incontro di questi musicisti e delle loro sonorità è a dir poco inusuale: in Triat convivono l’oud, il bouzouki, la chitarra classica a 10 corde e il violoncello, filtrati anche attraverso pedali ed effetti; e ancora il moog e le armonie delle tastiere (affidati al grande Greg Burk, Special Guest della serata), che si esprimono in un linguaggio a tutto campo.

Sotto la pulsione di una sezione ritmica, che si avvale di un set misto di batteria, synth-drum e percussioni di varia provenienza, vengono combinati generi che vanno dal jazz-fusion alla musica contemporanea, dall’etnica dai tratti rock alle sfumature psichedeliche.


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