Un quartetto d’archi tutto al femminile, formato da quattro musiciste veneziane, propone un programma che attraversa Händel, Vivaldi, Bach, Halvorsen e Čajkovskij
Sono quattro musiciste veneziane e hanno scelto un nome che richiama direttamente la tradizione della loro città: sonole Baicole, quartetto d’archi composto da Erika Fassetta e Sabina Bacoldina al violino, Francesca Lavorato alla viola ed Elena Borgo al violoncello.
Lebaicole, sono i tradizionali biscotti veneziani, legati alla memoria della cucina e della convivialità della città lagunare. Un riferimento alla tradizione che ha contribuito a dare identità al quartetto.
Il nome, nasce anche da un’intuizione del marito della violista Francesca Lavorato, con l’intento di valorizzare le radici veneziane delle quattro musiciste.
Un programma tra Barocco e Romanticismo
Il concerto propone un percorso musicale ampio, che parte dalSettecentoper arrivare al Romanticismo e attraversa alcuni dei principali autori della storia della musica europea.
L’apertura è affidata aGeorg Friedrich Händel, con laSinfoniadal terzo atto diSolomonin si bemolle maggiore, conosciuta anche comeL’arrivo della regina di Saba.
Il programma prosegue conAntonio Vivaldie l’Estro armonico, la celebre raccolta di concerti pubblicata nel 1711. In particolare viene proposto il concerto numero 11 dell’opera 3.
Il viaggio musicale continua conJohann Sebastian Bache ilConcerto brandeburghese n. 3 in sol maggiore, parte del ciclo dei sei Concerti brandeburghesi composti da Bach nei primi decenni del Settecento e dedicati a Christian Ludwig, margravio del Brandeburgo.
Dopo essere stati composti, i Concerti brandeburghesi non ebbero una particolare fortuna immediata e vennero successivamente riscoperti, entrando stabilmente nel repertorio della musica classica.
A seguire, laPassacaglia di Johan Halvorsen, compositore e violinista norvegese vissuto tra Ottocento e Novecento. Si tratta di una delle sue composizioni più conosciute, costruita sulla celebre melodia dellaPassacagliadallaSuite in sol minoredi Händel.
Il finale con Čajkovskij
La parte conclusiva del programma è dedicata aPëtr Il’ič Čajkovskije ad alcune delle pagine più conosciute delloSchiaccianoci: laMarcia, laDanza della Fata Confetto, laDanza degli zufolie il celebreValzer dei fiori.
Un repertorio che permette alleBaicole, quartetto d’archi, di passare dalle atmosfere barocche di Händel, Vivaldi e Bach alle suggestioni romantiche di Halvorsen e Čajkovskij, mantenendo al centro il dialogo tra i quattro strumenti.
Il concerto si inserisce così nel programma delProsecco Classic Festival, un appuntamento che porta sul territorio repertori e interpreti della musica classica, mettendo in relazione l’ascolto musicale con i luoghi e la tradizione culturale del Veneto.
