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Golf
PILLOLE DI GOLF/248: PADRAIG HARRINGTON CAPITANO DELL'EUROPA IN RYDER CUP

Nel 2020 l'irlandese guiderà il team continentale nella sfida agli Usa


ROMA - Sarà l’irlandese Padraig Harrington, a svolgere la missione di Capitano europeo alla Ryder Cup 2020, prossimo appuntamento americano fra Europa e Stati Uniti. Harrington è stato scelto da un Comitato composto dagli ultimi tre capitani del massimo circuito europeo: Paul...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/247: I CAMPIONI DEL PGA INIZIANO L'ANNO ALLE HAWAII

L'outsider Schauffele trionfa nel torneo riservato ai 37 vincitori del circuito


MAUI - Al Plantation Course di Kapalua, è andato in scena l’evento riservato alla crema del PGA, cioè ai 37 che hanno vinto un torneo nel circuito della passata stagione. Il Sentry Tournament of Champions ha luogo sempre durante la prima settimana di gennaio, sempre nel medesimo...continua

Golf
CAMPI DA GOLF/19: IL MOLINETTO GOLF & COUNTRY CLUB

Dai Celti agli Sforza, a Cernusco sul Naviglio si gioca tra la storia d'Italia


CERNUSCO SUL NAVIGLIO - Quello che colpisce maggiormente arrivando al Golf Molinetto, è di trovarsi all’improvviso in una realtà che si stacca completamente da tutto ciò che la circonda: il territorio tipico della Lombardia produttiva, dove la gente è soprattutto...continua

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Settimo atto del processo Moreira: parlano i medici

"GIULIANA MI È SFUGGITA"

Ampio confronto in aula sulle condizioni di Simone


TREVISO – (nc-gp) Nella settima udienza del processo a Simone Moreira, la 24enne brasiliana accusata dell'omicidio della figlioletta Giuliana Favaro morta annegata nelle acque del Monticano a Oderzo il 2 settembre del 2009, sono sfilati come testimoni i medici che l'hanno avuta in cura nei giorni successivi alla tragedia. "Mi è sfuggita, l'ho persa di vista" avrebbe detto Simone, che non era presente in aula, nelle visite effettuate il 3 e 4 settembre 2009 con il dottor Andrea Silvestrini, psichiatra del centro di salute mentale di Oderzo che ha riferito anche come nella personalità della brasiliana non vi fosse pericolo di suicidio e nemmeno sentimenti di responsabilità per quanto accaduto. Al contrario il direttore del carcere Baldenich di Belluno aveva sottolineato con un'apposita nota che per Simone vi fosse il rischio di gesti di autolesionismo. Rivelazione questa riferita alla corte d'assise del tribunale di Treviso dal tenente Nunzio Avallone, sovrintendente del carcere al momento dell'ingresso di Simone al Baldenich. Lo stesso tenente ha dichiarato in aula che la brasiliana, arrivata a Belluno, non era nemmeno in grado di reggersi in piedi da sola e, dopo un primo colloquio con lei, gli avrebbe confessato di aver assunto un intero flacone di valium e di un altro ansiolitico. Elemento questo che, a differenza di quanto sostenuto dalla difesa, per l'accusa è interpretabile come un chiaro segno di colpevolezza e un tentativo di togliersi la vita dopo aver realizzato cosa fosse accaduto e forse, come ne è convinta la procura, di ciò che Simone avrebbe commesso quella sera in piazza Rizzo a Oderzo.



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